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	<title>Blog di Petro &#187; Siti web</title>
	<link>http://www.mauriziopetrone.com/blog</link>
	<description>Web Marketing &#38; Motori di ricerca</description>
	<pubDate>Thu, 20 Mar 2008 12:47:21 +0000</pubDate>
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		<title>SeoTribù è il mio nuovo social network preferito</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 22:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Siti web]]></category>
<category>community on-line</category><category>news rating</category><category>social networks</category>
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		<description><![CDATA[Torno dalle ferie (brevi), e scopro quasi per caso una novità per me entusiasmante: si tratta di una nuova community italiana per SEO e SEM, che si chiama SeoTribù.
SeoTribù è un sito in stile digg -o, se preferite, in stile OkNotizie dal momento che SeoTribù parla italiano- dedicato alle notizie e alle risorse per gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno dalle ferie (brevi), e scopro quasi per caso una novità per me entusiasmante: si tratta di una nuova community italiana per SEO e SEM, che si chiama <a href="http://www.seotribu.com/">SeoTribù</a>.</p>
<p>SeoTribù è un sito in stile <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/tag/digg/" title="link ai post taggati con Digg su questo blog">digg</a> -o, se preferite, in stile OkNotizie dal momento che SeoTribù parla italiano- dedicato alle notizie e alle risorse per gli addetti ai lavori nel campo del <strong>Search Marketing</strong>, come l&#8217;analogo inglese <a href="http://sphinn.com/">Sphinn</a> firmato <a href="http://searchengineland.com/" title="Search Engine Land">Danny Sullivan</a> (<em>però il nome SeoTribu è molto più bello!</em>)</p>
<p>Il progetto è opera di <a href="http://www.progetto-seo.com/news/ho-pubblicato-seo-tribu-e-non-chiamatemi-copione">Fabio Dell&#8217;Orto</a>, e state sicuri che avrei voluto aprirlo io un sito così!<br />
Ma va bene lo stesso; non sono invidioso, anzi: ritengo incoraggiante il fatto che in Italia ci si muova in questa direzione.</p>
<p>Un sito di questo tipo è utile e secondo me va seguito per diversi motivi:</p>
<ul>
<li>Permette di scoprire nuove risorse ed articoli da fonti magari ancora sconosciute</li>
<li>Difficilmente lascia scappare una notizia dell&#8217;ultimo minuto davvero importante</li>
<li>Facilita l&#8217;aggregazione comunitaria attraverso la democrazia dei voti, ed i commenti</li>
<li>Agevola la circolazione delle notizie dei siti di settore nostrani, e crea backlinks <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Ok, l&#8217;ultimo punto forse sa un po&#8217; di autoreferenzialità, ma tra gli scopi dei social networks non v&#8217;è forse <em>anche</em> quello di rinforzare le relazioni tra i contenuti generati da una comunità omogenea? Io credo di sì.</p>
<p>Al di là delle peculiarità comuni a diversi social networks, tuttavia, mi preme sottolineare alcuni <strong>aspetti positivi di SeoTribu</strong>.</p>
<ol>
<li>La <strong>qualità delle notizie</strong> inviate mi sembra complessivamente buona, e pure assai varia. Forse è troppo sbilanciato verso il SEO più tecnico a discapito del SEM puro e del keyword advertising, ma questo dipende solo dal fatto che sono ancora pochi gli utenti che propongono le notizie <strike><em>(e dal fatto che Fabio invia segnalazioni come un treno, ma va benissimo così)</em></strike>.</li>
<li>Nell&#8217;<a href="http://www.seotribu.com/topusers">elenco degli <strong>utenti</strong></a> già si leggono diversi nomi <strong>noti e autorevoli</strong>. Per ora mancano ancora diverse firme importanti (non faccio nomi per rispetto, ma voi <em>sapete chi siete</em>), spero sia solo una questione di tempo <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
<p>Se una <strong>critica</strong> c&#8217;è da muovere a questo giovane progetto, riguarda la <strong>veste grafica</strong>: insomma, parliamo di SEM ed usiamo un <a href="http://www.pligg.com/demo/" title="Il template predefinito di Pligg nella demo">anonimo template</a> standard? <a href="http://www.980km.com/wordpress/i-template-croce-e-delizia-dei-blog.html">Nel SEM la grafica è importante, Johnnie docet</a>! Fabio non prendertela, consideralo un incoraggiamento a trovare il tempo -o un collaboratore- per sviluppare un template originale e un buon logo.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: <em>già che ci sono, segnalo due bug:</em></p>
<ol>
<li><em>non va la messaggistica istantanea (quando clicco sull&#8217;icona per mandare un messaggio a qualcuno della lista amici, non succede nulla - ho provato con FF2 e IE6),</em></li>
<li><em>il profilo degli utenti che hanno un punto nell&#8217;username non funziona: vedi <a href="http://www.seotribu.com/user/view/profile/marco.ziero" rel="nofollow">marco.ziero</a> </em></li>
</ol>
<p><em>Magari si può fare qualcosa, tipo segnalarlo al team di sviluppo di Pligg o vedere se se ne parla nel forum di supporto?<br />
</em><br />
In attesa del restyling, comunque, ho aggiunto il <strong>bottone per segnalare le notizie a SeoTribu</strong> sia sul <a href="http://toolbox.mauriziopetrone.com/social/">Social Toolbox</a> che in calce ai miei post su questo blog <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.s. potevo forse esimermi dal postare il <a href="http://www.seotribu.com/user/view/profile/petro">link al mio profilo su SeoTribu</a>? <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>I Social Italiani</title>
		<link>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/i-social-italiani/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/i-social-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jul 2007 19:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Siti web]]></category>
<category>answering networks</category><category>community on-line</category><category>news rating</category><category>social bookmarking</category><category>social media marketing</category><category>social networks</category>
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		<description><![CDATA[Se Digg è in declino, i Social Sites italiani pare stiano pian piano riuscendo ad emergere dall&#8217;oscurità.
Questo post presenta una panoramica dei siti di Social Bookmarking, Answering e News Rating più utilizzati al momento in Italia, e ne presenta anche alcuni al momento poco usati ma che potenzialmente possono ambire a raggiungere quella massa critica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/tag/digg">Digg</a> <a href="http://tropicalseo.com/2007/5-signs-digg-has-peaked-and-is-now-declining/">è in declino</a>, i Social Sites italiani pare stiano pian piano riuscendo ad emergere dall&#8217;oscurità.</p>
<p>Questo post presenta una panoramica dei siti di Social Bookmarking, Answering e News Rating più utilizzati al momento in Italia, e ne presenta anche alcuni al momento poco usati ma che potenzialmente possono ambire a raggiungere quella massa critica che li rende appetibili -anche- dal punto di vista del SEO/SEM.</p>
<p>Ecco un piccolo glossario dei termini usati, ovvero i modelli di funzionamento adottati dai Social:</p>
<dl>
<dt><strong> News Rating</strong>:</dt>
<dd>Piattaforma che permette di votare le notizie ritenute più interessanti, visualizza una classifica delle notizie più votate </dd>
<dt><strong>Answering Network</strong>:</dt>
<dd>Comunità  nella quale i membri possono porre domande, rispondere e ricevere risposte dagli altri utenti </dd>
<dt><strong> Social Bookmark</strong>:</dt>
<dd>Sistema di classificazione (in genere per <em>tag</em>) di liste di URL preferiti, può mostrare una lista pubblica dei segnalibri più votati</dd>
<dt><strong> Aggregatore</strong>:</dt>
<dd>Piattaforma che permette di raccogliere (spesso manualmente) notizie provenienti da diverse fonti, aggregandole in base a criteri personalizzati. </dd>
<dt><strong>Collaborative Content Server</strong>:</dt>
<dd>Modello che permette a più utenti di pubblicare contenuti, includendo le modifiche apportate da più persone.  </dd>
</dl>
<hr />
Dopo il doveroso preambolo, passiamo alla <strong>lista dei Social italiani più usati</strong>. La lista verrà  via via <strong>integrata con le vostre segnalazioni</strong>, o provvederò io stesso ad espanderla quando troverò nuovi network.Prima di darvi l&#8217;elenco, colleghi SEO, vi chiedo un favore: <strong>non spammate questi network!</strong><br />
Promuovete pure i siti vostri o dei vostri clienti, <strong>se le pagine che segnalate hanno un valore</strong> per le community che li segue, ma <strong>non inviate spam</strong> solo perché magari non c&#8217;è il tag &#8220;nofollow&#8221;.<br />
<strong>Mantenere alta la qualità  dei contenuti di questi siti è nel nostro primo interesse</strong>: se l&#8217;utente ci trova spam difficilmente tornerà  ad usarli (e noi avremo perso click, valore del link, potenziali canali di promozione e, in finale, avremo contribuito a rovinare il web italiano - sì, quella cosa che ci dà  da mangiare ogni giorno!)Sperando che il mio appello non cada nel vuoto, eccovi la lista:</p>
<h4>I Social più utilizzati in Italia</h4>
<ul>
<li><a href="http://www.wikio.it/">Wikio</a> (<strong>News Rating</strong> di attualità)<br />
Wikio presenta una carrellata di notizie in genere molto aggiornata; la categoria più gettonata è Attualità  ma sono presenti anche altri canali. Questo sito è consultato anche da alcuni giornalisti.</li>
<li><a href="http://it.answers.yahoo.com/">Yahoo! Answers</a> (<strong>Answering Network</strong> generalista)<br />
Yahoo Answers conta più di due milioni di utenti in Italia, ed è un&#8217;ottimo mezzo per portare traffico profilato ai propri siti. Le risposte selezionate come migliori vengono proposte nelle serp organiche di Yahoo.</li>
<li><a href="http://oknotizie.alice.it/">OkNotizie</a> (<strong>News Rating</strong> generalista)<br />
OkNotizie è un social abbastanza seguito, le notizie non sono sempre di alta qualità ma può portare discrete quantità di traffico.</li>
<li><a href="http://segnalo.alice.it/">Segnalo</a> (<strong>Social Bookmarking</strong> generalista)<br />
Segnalo non è molto usato, tuttavia resta il servizio di riferimento tra gli italiani nella sua categoria.</li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/">Wikipedia</a> (<strong>Collaborative Content Server</strong>)<br />
Chi non conosce Wikipedia? Andrebbe probabilmente inserita al primo posto nella lista. Un buon link su una pagina interessante, anche se c&#8217;è il nofollow, porta un buon numero di visitatori. Ci sarebbero anche considerazioni di <em>marketing</em> da fare attorno ai contenuti di Wikipedia, ma ne parliamo un&#8217;altra volta.</li>
</ul>
<h4>Alcuni Social italiani meno conosciuti, ma utilizzati</h4>
<ul>
<li><a href="http://www.technotizie.it/">Technotizie</a> (<strong>Social Bookmarking</strong> tecnologico)<br />
Technotizie è relativamente giovane; si propone come la versione italiana di Digg (stessi argomenti), ed è già  abbastanza seguito.</li>
<li><a href="http://www.diggita.it/">DiggIta</a> (<strong>News Rating</strong> generalista/tecnologico)<br />
Clone italiano di Digg, gli argomenti principali ruotano attorno alla tecnologia, ma si trovano facilmente storie di altro genere</li>
<li><a href="http://www.bookcafe.net/">BookCafe</a> (<strong>Aggregatore</strong> principalmente letterario e di opinione)<br />
Raccoglie post selezionati di blog di vario genere. Al momento sembrano esserci problemi con l&#8217;iscrizione all&#8217;aggregatore</li>
<li><a href="http://www.duespaghi.it/">2Spaghi</a> (<strong>Social Bookmarking</strong> gastronomico)<br />
Un esperimento <em>Social</em> molto particolare e ben riuscito, che permette di condividere le proprie esperienze ed impressioni sui locali di ristorazione<br />
<em>Grazie a <strong>Dario</strong> per la <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/i-social-italiani/#comment-66">segnalazione</a> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </em></li>
<li><a href="http://fai.informazione.it/">Fai Informazione</a> (<strong>News Rating</strong> di attualità e politica)<br />
Costola &#8220;social&#8221; del portale informazione.it, è attivo da poco (al momento in cui scrivo, ovvero fine agosto) ma sembra già ben frequentato.<br />
<em>Via <a href="http://www.marcoziero.it/web/fainformazioneit-nuovo-social-news-rating-italiano/">Marco Ziero</a></em></li>
</ul>
<h4>I Social più giovani e promettenti</h4>
<ul>
<li><a href="http://www.segnaloitalia.it/">SegnaloItalia</a> (<strong>News Rating</strong> turistico)<br />
SegnaloItalia è un progetto promettente, si tratta di un Social con focus su viaggi e turismo. La community non è enorme ma molto attiva -anche se ultimamente un po&#8217; meno- con commenti e anche segnalazioni prive di URL (segno di un interesse realmente vivo per l&#8217;argomento, al di là del web)</li>
<li><a href="http://www.socialdust.com/">SocialDust</a> (<strong>Aggregatore</strong> generalista)<br />
SocialDust è un aggregatore manuale per articoli di blog: mostra i più recenti in home page, ha un buon motore di ricerca interno ed è possibile aggiungere tag personalizzati ad ogni articolo</li>
<li><a href="http://www.seotribu.com/">SeoTribù</a> (<strong>News Rating</strong> SEO/SEM)<br />
SeoTribu è <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/seotribu-e-il-mio-nuovo-social-network-preferito/">il mio social network preferito</a>, a cui ho dedicato un post pochi giorni dopo l&#8217;apertura. Una tappa obbligata per tutti i SEO e SEM</li>
</ul>
<h4>Social internazionali usati in percentuali significative da utenti italiani:</h4>
<ul>
<li><a href="http://del.icio.us/">Del.icio.us</a> conta numerosi bookmark in lingua italiana. Inoltre ci sono sicuramente moltissimi utenti italiani che però scrivono in inglese su Del.icio.us<a href="http://del.icio.us/"><br />
</a></li>
<li><a href="http://it.myspace.com/">MySpace</a>, il social network più frequentato al mondo, vanta una buona rappresentanza di utenti italiani: gli argomenti ruotano principalmente attorno alla musica, ma c&#8217;è ampio spazio per i blog personali</li>
<li><a href="http://www.stumbleupon.com/country/italy/">StumbleUpon</a> ha più di 8.000 utenti dichiaratamente italiani: presumibilmente, i connazionali che non hanno indicato la propria provenienza geo-linguistica sono molti di più.</li>
<li><a href="http://www.technorati.com/">TechnoRati</a> ogni blogger ed ogni SEO lo conosce, ultimamente ha espanso il proprio target anche al di là dei blogger. E&#8217; pieno di <em>tag</em> in italiano.</li>
<li><a href="http://it.youtube.com/">YouTube</a> poteva forse mancare la più famosa piattaforma al mondo per la pubblicazione di video? E&#8217; seguito da -letteralmente- centinaia di migliaia di italiani.</li>
</ul>
<p>Sarebbe interessante capire <strong>quali sono i fattori che decretano il successo o meno di un Social</strong>: secondo voi dipende dall&#8217;usabilità, dal target, dal passaparola? Oppure da altri fattori?</p>
<h4>BONUS: Un regalo per i miei lettori</h4>
<p><em>(P</em><em>er farmi perdonare un mese senza aggiornamenti al blog, e)</em> per chi ha avuto la pazienza di leggermi fin qui, <strong>ho un regalo</strong> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Si chiama <a href="http://toolbox.mauriziopetrone.com/social/">Social Toolbox</a>, e permette di aggiungere su qualsiasi pagina (anche quelle generate dai CMS) i link, corredati da icone, di tutti i social bookmarking che conosco che permettono di inviare/votare una pagina passandola nell&#8217;URL di voto.</p>
<p>Se ai meno tecnici sembra complicato, sappiate solo che inserendo questo pezzetto di codice nelle vostre pagine <strong>visualizzerete automaticamente</strong> una serie di <strong>link</strong> del tipo &#8220;<em>Vota questa pagina su [social site]</em>&#8221; che porta direttamente <strong>alla pagina di invio/voto</strong> del social scelto, <strong>già  compilata</strong> con i dati dell&#8217;URL di partenza!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Community di Digg</title>
		<link>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/la-community-di-digg/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2007 16:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Siti web]]></category>
<category>community on-line</category><category>digg</category><category>social media marketing</category>
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		<description><![CDATA[Eccoci nuovamente a parlare di digg: l&#8217;altra volta ho descritto i suoi algoritmi, questa volta intendo affrontare l&#8217;analisi dell&#8217;aspetto sociale di digg.
In questo post prenderò in esame il profilo e gli interessi della sua community, alcuni metodi per integrarvisi con successo, e descriverò alcune peculiarità delle storie più popolari. Inoltre, non mancherò di fornire qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci nuovamente a <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/tag/digg">parlare di digg</a>: l&#8217;altra volta ho <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/">descritto i suoi algoritmi</a>, questa volta intendo affrontare l&#8217;analisi dell&#8217;<strong>aspetto sociale di <a href="http://digg.com">digg</a></strong>.</p>
<p>In questo post prenderò in esame il profilo e gli interessi della sua community, alcuni metodi per integrarvisi con successo, e descriverò alcune peculiarità delle storie più popolari. Inoltre, non mancherò di fornire qualche consiglio su come <strong>impostare un articolo fatto apposta per digg</strong> (un <em>diggbait</em>) e su come costruire il vostro <em>power account</em>: averne (almeno) uno vi permetterà di dare un significativo boost iniziale alle vostre <em>submissions</em>, aumentando esponenzialmente le possibilità di ottenere qualche <em>front page</em>.</p>
<h4>La community di digg</h4>
<p>Iniziamo a tracciare il <strong>profilo dell&#8217;utente medio che frequenta digg</strong>. Tenere a mente questo profilo aiuterà a preparare articoli e materiale rivolto espressamente a questo tipo di pubblico, e aumentare così il tasso di interesse riscosso dalle proprie <em>submission</em>.</p>
<p>Dunque, il tipico utente abituale di digg:</p>
<ul>
<li>È americano: il 65% degli utenti di digg risiede negli USA,</li>
<li>è giovane: ha tra i 18 e i 30 anni,</li>
<li>è maschio (meno di un quinto sono le utenti in gonnella),</li>
<li>se non è laureato, ha frequentato almeno la high school, per cui è abbastanza istruito,</li>
<li>è curioso e appassionato di tecnologia, materie scientifiche, politica e ambiente,</li>
<li>è piuttosto superficiale, decisamente poco attento e oltretutto abbastanza &#8220;boccalone&#8221; (manco a dirlo, gli americani in particolare): non di rado si vedono in front page storie come <a href="http://www.digg.com/offbeat_news/FedEx_Still_Faster_Than_The_Internet">questa</a> (leggete i commenti e capirete!).</li>
</ul>
<h4>Panoramica dei temi e delle sezioni del sito</h4>
<p>La <a href="http://digg.com/">home page</a> fa da contenitore per tutta la sezione <a href="http://digg.com/view/technology">Technology</a>. Poi ci sono le <a href="http://digg.com/news">news</a> (a loro volta suddivise nelle macro-categorie <a href="http://digg.com/view/science">Scienza</a>, <a href="http://digg.com/view/world_business">Notizie dal mondo</a>, <a href="http://digg.com/view/sports">Sport</a>, <a href="http://digg.com/view/entertainment">Mass Media</a> e <a href="http://digg.com/view/gaming">Videogiochi</a>), un contenitore <a href="http://digg.com/videos">per i video</a> e uno <a href="http://digg.com/podcasts">per i podcast</a>. Queste ultime due, assieme a Scienza e Sport, sono decisamente più abbordabili per chi è all&#8217;inizio della propria carriera di <em>digger</em>.</p>
<h4>I temi che vanno per la maggiore</h4>
<p>La comunità di digg praticamente <strong>adora</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Digg</strong> stesso e il suo fondatore <strong>Kevin Rose</strong>,</li>
<li>la cultura <strong>geek/nerd</strong>,</li>
<li>i prodotti <strong>Apple</strong>,</li>
<li>l&#8217;<strong>open source</strong>, e quindi&#8230;</li>
<li><strong>Linux</strong> (in particolare <strong>Ubuntu</strong>) e <strong>Firefox</strong>,</li>
<li><strong>Google</strong>,</li>
<li>l&#8217;attivismo contro il <strong>riscaldamento globale</strong>,</li>
<li>le <strong>curiosità</strong> più strane o scabrose,</li>
<li>le <strong>foto</strong>,</li>
<li>le<strong> tecnologie per il web</strong> (css, ajax, cms&#8230;),</li>
<li>la <strong>cannabis</strong>,</li>
<li>le <strong>console</strong> per videogiochi,</li>
<li>dar <strong>contro a Microsoft</strong>,</li>
<li>manco a farlo apposta, il <strong>sesso</strong> e tutto ciò che vi ruota attorno (appuntamenti, storie e tecniche sul sesso, consigli sull&#8217;aspetto, ecc.).</li>
<li>In vista delle presidenziali, inoltre, sta riscuotendo un incredibile successo il candidato alla Casa Bianca <strong>Ron Paul</strong>.</li>
</ul>
<h4>Cosa i diggers odiano</h4>
<p><strong>I <acronym title="Search Engine Optimizers">SEO</acronym></strong> innanzitutto. È così gente, mettetevi l&#8217;anima in pace. Ci vedono come <strong>spammer</strong> (e <em>forse non hanno tutti i torti</em>) e non votano o addirittura  di marcano come spam le storie che secondo loro &#8220;sanno&#8221; di <acronym title="Search Engine Optimization">SEO</acronym>, anche quando sono più che legittime, di alta qualità e di potenziale interesse per la comunità.<br />
I <em>diggers</em> inoltre non sembrano apprezzare particolarmente le autorità, le multinazionali (con alcune eccezioni, come Google ed Apple) e gli atteggiamenti conservatori.</p>
<h4>I top power users</h4>
<p>Basta osservare le front pages per qualche giorno, per rendersi conto che gran parte di tutte le storie popolari provvengono sempre dalla stessa &#8220;cricca&#8221; di utenti. Essi sono i <a href="http://www.efinke.com/digg/topusers.html">top power users</a>, conosciutissimi e stimati (<a href="http://digg.com/users/kevinrose/profile">kevinrose</a>, CEO di digg, è sicuramente tra questi), e spesso molto attivi: molti diggers votano le storie inviate da loro praticamente sulla fiducia, mentre tutti gli altri utenti non godono di questo status privilegiato e faticano a mandare le proprie storie in front page. Fanno eccezione <a href="http://www.efinke.com/digg/top1000users.html">i power users</a>, ed è proprio a <strong>diventare uno di essi</strong> che ogni <em>wannabe-diggbaiter</em> dovrebbe aspirare.</p>
<h4>Le bury brigades</h4>
<p>Questo è un aspetto controverso, benchè marginale: esiste <a href="http://www.pronetadvertising.com/articles/the-bury-brigade-exists-and-heres-my-proof.html">più di un sospetto</a> dell&#8217;esistenza di un&#8217;intera &#8220;brigata&#8221; di <em>power diggers</em> che prenderebbero di mira singoli utenti, determinati siti di provenienza o ancora storie riconducibili ad alcuni specifici temi, assegnando in massa dei <em>buries</em> per boicottare certe submission &#8220;scomode&#8221;.</p>
<p>Esiste inoltre un altro fenomeno legato ai <em>buries</em>, meno settario e più sociale: ovvero, singoli casi storici in cui una grossa parte della community comincia a dare voti negativi ad ogni storia appartenente ad una determinata categoria, &#8220;istigata&#8221; da avvenimenti che poco hanno a che fare con la qualità delle storie in sè: è successo di recente in occasione della <a href="http://thelede.blogs.nytimes.com/2007/05/02/the-day-the-digg-users-revolted/">rivolta riguardante il codice per decrittare gli HD-DVD</a> (a tutte le storie che non riguardavano tale argomento) e sta succedendo oggi <a href="http://ryanunderdown.com/2007/05/21/10-political-sites-that-violate-diggs-tos/">a quasi tutte le storie riguardanti Ron Paul</a>.</p>
<h4>Le ore di punta</h4>
<p>Nonostante <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/">l&#8217;algoritmo</a> riesca a bilanciare il peso dei voti ricevuti in base agli intervalli temporali, per dare le stesse possibilità ad ogni storia indipendentemente dall&#8217;ora in cui è stata inviata; è bene calibrare con precisione il momento della submission, per fare in modo da che essa arrivi <strong>in front page nei momenti di massimo traffico sul sito</strong>. Ovviamente molti <acronym title="Search Engine Optimizers">SEO</acronym> e <acronym title="Search Engine Marketers">SEM</acronym> sanno questo, e perciò inviare le storie in questi momenti significa mischiarsi ad una competizione molto acuta.<br />
Sta a voi: se ve la sentite di inviare la vostra storia &#8220;nella fossa dei leoni&#8221;, ovvero nel momento in cui <acronym title="Search Engine Optimizers">SEO</acronym> di mezzo mondo stanno mandando <em>submissions</em> a digg, sappiate che se poi riuscite ad arrivate in <em>front page</em> riceverete molto più traffico.<br />
Se invece preferite un momento più tranquillo avrete più possibilità, ma la visibilità della <em>front page</em> non sarà la stessa (<em>non preoccupatevi: una front page su digg assicura comunque dei volumi di traffico elevatissimi</em>).</p>
<p>I momenti in cui digg è più frequentato sono il lunedì, il mercoledì ed il venerdì, in particolare al mattino tra le 9 e le 11 e verso metà pomeriggio - orari USA, ovvero GMT -8/-5. <em>(Detto tra noi, ho come l&#8217;impressione che una grossa fetta di chi usa digg, lo faccia in ufficio).</em></p>
<p>Tenendo conto del tempo medio che una storia impiega per diventare popolare (tra le 7 e le 12 ore <em>in media</em>) e del fuso orario, in Italia i momenti migliori per inviare le storie dovrebbero essere <strong>intorno o dopo le 8 del mattino di domenica,  martedì e  giovedì</strong>.</p>
<h4>Gli amici e i befriends</h4>
<p>Questa è una delle funzioni che apprezzo di più in digg, perché permette, se ben sfruttata, di ottenere <strong>un numero molto maggiore di voti per le proprie <em>submission</em></strong> prima che queste diventino <em>popular</em>.</p>
<p>Innanzitutto è opportuno mostrare come appaiono le storie quando si ha qualche amico. Questo è uno dei casi in cui qualche immagine val più di mille parole: ecco la differenza tra una storia che è stata votata anche da almeno un utente amico, e una che non ha ricevuto voti dall&#8217;interno del proprio network:</p>
<p><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/dugg_friends.gif" alt="Differenza tra una storia votata da amici e una storia normale" /></p>
<p>Inoltre, chi ha scelto di farsi amico qualche altro utente visualizza dei <strong>box in rilievo</strong> all&#8217;interno delle pagine standard che evidenziano con alcuni link le attività del proprio network relative alle storie (le submission, i voti alle storie sia popolari che nuove, e i commenti):</p>
<p><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/friends_activity.gif" alt="Il box che riassume l'attività del proprio network" /></p>
<p>Cliccando su uno di questi link, oppure accedendo alla scheda Friends all&#8217;interno del proprio profilo, appare una schermata siffatta:</p>
<p><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/friends_tab.gif" alt="La schermata che mostra l'attività del proprio network" /></p>
<p>Digg è un sistema che premia l&#8217;attività sociale dei propri utenti, e la incoraggia evidenziando le attività della propria rete di amici. <strong>Far sì che gli utenti attivi ci scelgano come amici</strong> (tanti più sono, tanto meglio), quindi, è sicuramente <strong>un grosso aiuto</strong> perché dona visibilità maggiore alle <em>submission</em>.</p>
<h4>Farsi scegliere come amico</h4>
<p>Come si fa allora a farsi scegliere come amici?</p>
<p><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/add_friend.gif" alt="Il bottone che permette di aggiungere un utente come amico" style="padding: 0pt 15px 10px 0pt; float: left" /></p>
<p>Uno dei modi più rapidi è consultare le schede dei profili degli altri utenti, e tramite l&#8217;apposito bottone <strong>aggiungere per prima cosa loro come propri amici</strong>. Molti infatti tendono a ricambiare il favore (circa uno su 3 o uno su 4, a seconda di come si &#8220;pesca&#8221;). <em>Nota:</em> digg ha una funzione che non consente di aggiungere più di 4 amici per volta: al quinto, viene visualizzato un messaggio che recita: <em>&#8220;Stai aggiungendo amici troppo velocemente, riprova tra qualche minuto&#8221;</em>.</p>
<p>Esistono tuttavia <strong>modi più efficaci</strong> per far sì che <strong>altri utenti ci scelgano come amici</strong>: tra questi, mandare storie in front page, e inserire commenti partocolarmente intelligenti o divertenti alle storie presenti.</p>
<p>Se per qualche ragione ciò non è possibile, per aumentare la percentuale di utenti che ci aggiungono come amici dopo essere stati aggiunti a loro volta, è bene non affidarsi al caso nella scelta di chi aggiungere come amico, ma <strong>selezionare</strong> esclusivamente <strong>profili attivi</strong> (basta guardare nella scheda &#8220;<em>dugg</em>&#8221; e vedere a quando risale la storia più recente che l&#8217;utente ha votato), e tra questi <strong>scremare</strong> tutti quelli che <strong>non hanno già amici</strong> al loro attivo.</p>
<p>Ancora, si può sempre invitare direttamente un utente ad iscriversi o a farsi aggiungere come amico da chi è già iscritto: per farlo,  basta <a href="http://www.digg.com/invitefrom/mauriziopetrone">un link come questo</a> (cliccatelo per iscrivervi o aggiungermi <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
<h4 style="clear: left">I commenti</h4>
<p>Ogni storia può ricevere commenti. Ai commenti diretti alla storia, inoltre, è possibile rispondere mediante il bottone &#8220;<em>reply</em>&#8221; (al momento, le risposte non possono ricevere direttamente altre risposte a loro volta).<br />
I commenti diretti vengono ordinati in ordine cronologico, e sotto ogni commento diretto vengono raggruppate le risposte che eventualmente riceve.</p>
<p>Ogni commento può essere votato (&#8221;<em>up</em>&#8221; o &#8220;<em>down</em>&#8220;) dagli utenti, ma i commenti con un bilancio negativo di voti vengono nascosti, e sono meno visibili (sono in grigio e per leggerli bisogna premere &#8220;show comment&#8221;).</p>
<p><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/digg_comments.gif" title="Esempio di come appaiono i commenti" alt="Esempio di come appaiono i commenti" /></p>
<p>Tenendo conto di questo meccanismo, un <strong>ottimo modo per ottenere visibilità</strong> (per sè e per eventuali risorse linkate) è inserire il proprio commento prima che la storia diventi popolare, in modo che sia il primo o comunque tra i primi: i commenti più in alto sono di gran lunga i commenti più letti.</p>
<p>Se si vuole <strong>commentare</strong> è però fondamentale farlo <strong>in modo intelligente</strong>, che si opti per proporre un approfondimento, una critica o una battuta sarcastica: se usiamo lo spazio a disposizione solo per inserire spam o frasi non gradite alla comunità, il nostro commento verrà valutato negativamente e quindi nascosto, e avremmo mancato l&#8217;obiettivo (oltre ad aver danneggiato -leggermente- il nostro account se il commento riceve molti &#8220;digg down&#8221;).</p>
<h4>Costruire un power account</h4>
<p>Come a questo punto avrete intuito, un <em>power account</em> altro non è che un utente attivo sul sito che gode di visibilità, del favore della comunità e, quindi, anche di potenza &#8220;<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/">algoritmica</a>&#8220;. La differenza tra le <em>submission</em> inviate da un <em>power account</em> e quelle inviate dai &#8220;comuni mortali&#8221; sta nel fatto che esse godono di un&#8217;<strong>attenzione molto maggiore da parte degli altri utenti</strong>, e di una maggiore considerazione da parte degli algoritmi di ordinamento.</p>
<p>Costruire un <em>power account</em> è un&#8217;attività che richiede <strong>tempo ed impegno</strong>, ma nonostante ciò è <strong>piuttosto semplice</strong>: basta ottenere molti amici, mandare storie in front page, commentare in modo intelligente ed evitare di inviare submission di scarsa qualità, per mantenere alta la propria percentuale di storie rese popolari e per non perdere la stima, faticosamente guadagnata, dei propri amici.</p>
<p>Se volete un <strong>consiglio</strong>, concentratevi all&#8217;inizio sulla categoria Video, inviando video divertenti da Youtube o Google Video <em>(digg tra l&#8217;altro permette di visualizzare -e votare- il materiale proveniente da questi due siti senza dover uscire da digg)</em>.<br />
Le categorie Video non sono ancora troppo inflazionate, e mandare qualche video in front page è ancora relativamente facile, e soprattutto non richiede lo sforzo di produrre il materiale (dal momento che basta attingere agli archivi multimediali pubblici, che sono praticamente sconfinati).</p>
<h4>Digg Baiting:  l&#8217;importanza di headline, copy e  contenuti</h4>
<p>Ora abbiamo un&#8217;idea abbastanza chiara di quali sono i contenuti più adatti a digg, e di come avere maggiori chances di renderli popolari.</p>
<p>Tuttavia, vorrei soffermarmi sull&#8217;<strong>importanza della headline (il titolo della storia)</strong> e sul copy della descrizione: dal momento che il sito riceve decine di migliaia di <em>submission</em> al giorno, ognuna di esse dispone di ha un tempo molto breve per essere presa in considerazione dalla comunità (ovvero, ha una possibilità finchè non scompare dalla prima pagina delle <em>upcoming</em>, o finchè è inclusa tra le <em>hot</em>). E&#8217; quindi di fondamentale importanza scrivere <strong>una headline che catturi l&#8217;attenzione</strong>, assieme ad una descrizione oggettiva, breve e che inviti a visitare la pagina di destinazione (o addirittura a votarla senza nemmeno visitare la pagina: <em>succede, succede&#8230;</em>)</p>
<p>Scrivete In Maiuscolo La Prima Lettera Di Ogni Parola (in America per i titoli si fa così) ed eventualmente aggiungete un termine o due che lascino intendere quale sia il taglio o la qualità della submission (per esempio &#8220;fun&#8221;, &#8220;creepy&#8221;, &#8220;awesome&#8221;, &#8220;great&#8221;, &#8220;breaking&#8221;, e così via).</p>
<p>Ricordatevi che, proponendo una submission, voi state suggerendo del materiale realmente degno di nota, quindi fareste bene a sottolinearlo già dal titolo: piuttosto che</p>
<p><cite>&#8220;Qualche consiglio che potrebbe migliorare un po&#8217; il vostro stile di guida&#8221;</cite></p>
<p>è più efficace scrivere</p>
<p><cite>&#8220;Raggiungere lo stato dell&#8217;arte nella guida: 10 consigli d&#8217;oro da un pilota&#8221;</cite></p>
<p>Insomma, applicate un po&#8217; di <strong>persuasive copywritng</strong> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Prendo spunto dall&#8217;esempio precedente per spendere ancora qualche parola sui contenuti: <strong>le liste e le classifiche</strong> riscuotono particolarmente successo, specie se sono <strong>ben impaginate</strong>. Prestate anche molta attenzione alla forma del testo, se decidete di inviare un articolo: <strong>correggete gli errori</strong> grammaticali e di battitura, perfezionate i paragrafi introduttivi, evitate di spezzare l&#8217;articolo in più pagine e non dimenticate di aggiungere <strong>immagini e link a risorse di approfondimento</strong>, se ce ne sono.</p>
<p>Questi ultimi consigli, ovviamente, valgono per tutto il web writing, e non si applicano solo a digg!</p>
<h4>Il bottone digg-it</h4>
<p>Per aumentare considerevolmente la possibilità che chi visita una storia arrivando da digg la voti, è bene inserire direttamente nella pagina dei <strong>richiami</strong>, siano essi bottoni grafici o link testuali. Per molti cms ormai esistono plugin che permettono di integrare questi richiami all&#8217;interno delle pagine e dei feed automaticamente, e <a href="http://digg.com/tools/integrate">digg stesso ne propone molti</a>.<br />
Tuttavia ho notato che, nel caso degli articoli testuali, il link  &#8220;digg it&#8221; inserito manualmente nel contesto, magari al termine dell&#8217;articolo e giustificato da una call to action, ha dei tassi di risposta assolutamente di rilievo (se la storia è valida, s&#8217;intende).</p>
<h4>Conclusione del post</h4>
<p>Il favore della community e la <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/">conoscenza degli algoritmi</a>, assieme alla capacità di produrre contenuti, titoli e descrizioni di qualità sono <strong>le vostre armi migliori</strong>, se volete raggiungere la front page di digg.<br />
E una volta che ce l&#8217;avete fatta? Beh, potreste sfruttare la visibilità così ottenuta per <strong>promuovere un Link Baiting</strong>&#8230;. io l&#8217;ho fatto, <strong>la prossima volta vi racconto nel dettaglio com&#8217;è andata!</strong></p>
<h4>P.s. Diventiamo amici?</h4>
<p>Dopo aver letto questo articolo, <strong>non avete ancora un account</strong> su digg? Oppure ce l&#8217;avete, <strong>ma non avete  amici</strong>?</p>
<p>Seguendo <a href="http://www.digg.com/invitefrom/mauriziopetrone">questo link</a> potrete iscrivervi se non l&#8217;avete già fatto, e saremo subito amici su digg!<br />
Se invece siete già iscritti, sempre con <a href="http://www.digg.com/invitefrom/mauriziopetrone">lo stesso link</a> potrete aggiungermi facilmente come amico: <strong>segnalatemi i vostri username nei commenti, ricambierò il favore</strong> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Fonti per approfondire</h4>
<p><a href="http://seoblackhat.com/2006/10/02/10-steps-to-guarantee-you-make-the-digg-front-page/">10 steps to guarantee you make the digg front page</a> - SeoBlackHat suggerisce argomenti da trattare e strategie da applicare per raggiungere la <em>front page</em>. Inutile dire che la storia stessa ci è arrivata, e con moltissimi <em>digg</em>!</p>
<p><a href="http://www.thegooglecache.com/digg-entourage.php">Your Digg Entourage Tool</a> - Utile a chi ha un account già attivo su digg, permette di scoprire gli account che più spesso votano le proprie storie. Ci si possono scoprire account fasulli, ma ancor meglio quegli utenti che val la pena avere come amici per via delle potenziali affinità di interessi.</p>
<p><a href="http://diggcontest.com/wordweb/">WordWeb Digg Tool</a> - Analizza le relazioni tra le parole più gettonate tra le storie popolari, e permette di intuire quali sono i termini migliori da scegliere per le headline.</p>
<p><a href="http://www.efinke.com/digg/top1000users.html">Top 1000 digg users</a> - A me manca poco per entrare in questa lista&#8230; e a voi?</p>
<p><a href="http://www.pronetadvertising.com/articles/the-bury-brigade-exists-and-heres-my-proof.html">The bury brigade exists: here is my proof</a> - il punto di vista di ProNetAdvertising sulle &#8220;bury brigades&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.pronetadvertising.com/articles/digg-is-censoring-content-by-burying-stories-internally3452.html">Digg is censoring content by burying stories internally</a> - Ancora ProNet Advertising prova come il fenomeno delle bury brigades coinvolga anche gli amministratori stessi di Digg.</p>
<p><a href="http://www.digg.com/spy_update?&amp;showburies=1&amp;maxitems=10000">Dentro i digg: le storie con i &#8220;buries&#8221;</a> - l&#8217;output (formato JSON) dei <em>buries</em> ricevuti dalle storie su digg, in real time. Da <em>parsare</em> e analizzare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/la-community-di-digg/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Il funzionamento dell&#8217;algoritmo di digg</title>
		<link>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2007 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Siti web]]></category>
<category>algoritmi</category><category>digg</category><category>social media optimization</category><category>spam detection</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/il-funzionamento-dell-algoritmo-di-digg/</guid>
		<description><![CDATA[Con questo post intendo rispondere a quanti si chiedono come funziona il sistema che sta alla base della classifica delle storie inviate a digg, analizzandone gli algoritmi di ordinamento e spam detection, in relazione al ciclo vitale di una &#8220;submission&#8220;. In un prossimo post cercherò di fornire consigli pratici a chiunque intenda sfruttare ai fini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo post intendo rispondere a quanti si chiedono come funziona il sistema che sta alla base della classifica delle storie inviate a <a href="http://digg.com">digg</a>, analizzandone gli <strong>algoritmi di ordinamento e spam detection</strong>, in relazione al ciclo vitale di una &#8220;<em>submission</em>&#8220;. In un prossimo post cercherò di fornire consigli pratici a chiunque intenda sfruttare ai fini di marketing questo sito per la promozione dei propri contenuti.</p>
<p>Prima di tutto, una breve introduzione: digg è un sistema di news voting (ok, forse è meglio dire <em>item</em> voting), dove la community può proporre storie, video e podcast e votare il materiale inviato da altri. Gli URL delle storie più popolari vengono inseriti in home page, e vi restano per qualche tempo ricevendo gran parte dell&#8217;attenzione dell&#8217;enorme base di utenti e visitatori del sito <em>- spider compresi</em>.</p>
<p>Avremo modo in seguito di sviscerare la community e tutto l&#8217;aspetto sociale del sito, adesso è ora di concentrarsi sugli <strong>algoritmi di digg</strong>.</p>
<h4>Dopo la submission</h4>
<p>Quando qualcuno invia una storia, questa va a finire nella pagina &#8220;<em>upcoming</em>&#8221; della sezione scelta: essa contiene tutte le ultime storie inviate, ordinate per data. La sezione &#8220;<em>upcoming</em>&#8221; della categoria superiore in più contiene una speciale mini-classifica delle storie &#8220;<em>hot</em>&#8221; (ovvero quelle a metà strada tra le storie &#8220;<em>upcoming</em>&#8221; e quelle &#8220;<em>popular</em>&#8220;) di tutte le sotto-sezioni.</p>
<p><strong>Le prime ore di vita di una storia sono anche quelle che ne decidono la sorte</strong>: se non riceverà sufficiente attenzione fintanto che resta nella prima pagina delle &#8220;<em>upcoming</em>&#8220;, non avrà altre occasioni di diventare popolare.</p>
<p>Viceversa, con il raggiungimento di un numero minimo di digg, la storia si guadagna un posto nella sezione &#8220;<em>hot</em>&#8220;, che è l&#8217;anticamera della home page.</p>
<h4>Non tutti i voti sono uguali</h4>
<p>Ma attenzione: i &#8220;<em>diggs</em>&#8221; ricevuti non hanno tutti lo stesso valore. Così come in altri social sites, i voti dei membri appena iscritti hanno un valore inferiore; mentre c&#8217;è un massimo di peso trasmissibile dal proprio voto che neanche gli utenti più attivi possono superare.</p>
<p>Un utente arriva ad assegnare voti a peso pieno dopo un breve lasso di tempo dall&#8217;iscrizione, e comunque non prima di aver manifestato una certa attività sul sito.</p>
<p>A parità di anzianità di due utenti, viene assegnato un peso maggiore al voto di quello che ha inviato il <strong>maggior numero di storie promosse in <em>front page</em></strong> (anche in rapporto al numero totale di storie inviate: queste informazioni sono visibili in ogni profilo), e a quelli che maggiormente hanno contribuito a promuovere in <em>front page</em> le storie degli altri. <strong>Ricevere voti nella fase iniziale da parte di alcuni utenti particolarmente influenti aiuta molto</strong>.</p>
<p>Non so ancora se questo calcolo tenga conto anche delle sezioni in cui l&#8217;utente votante ha promosso il maggior numero di storie, in relazione alla sezione di appartenenza della storia che sta votando (ergo, non è chiaro se ci siano &#8220;<em>power account</em>&#8221; con pesi differenti in base alle categorie o se la loro influenza sia calcolata a livello globale, ma personalmente propendo per la prima ipotesi).</p>
<h4>Non conta solo il numero</h4>
<p>Ma torniamo a parlare del funzionamento dell&#8217;algoritmo che decide se una nuova storia sarà promossa oppure no. Come detto, due fattori importanti sono la <strong>rapidità di acquisizione dei primi voti</strong> e <strong>l&#8217;importanza degli utenti da cui questi arrivano</strong>.</p>
<p>Un altro fattore influente consiste nel <strong>numero di commenti</strong> che una storia riceve: più essa stimola la partecipazione attiva della community, più facilmente verrà promossa. Anche i voti ricevuti dai commenti stessi hanno la loro importanza (benchè minima): una storia che presenta troppi commenti con un bilancio negativo di voti, sarà penalizzata. Ovviamente, l&#8217;influenza del commento di un utente che solitamente riceve parecchi &#8220;<em>down diggs</em>&#8221; sui suoi interventi di commento, è molto, molto limitata.</p>
<h4>I voti negativi</h4>
<p><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/burial.png" alt="Il menu del Burial presente in ogni storia" style="margin: 0pt 15px 15px 0pt; float: left" /></p>
<p>Altrimenti detti &#8220;<em>buries</em>&#8220;, consistono in dei flag che gli utenti possono assegnare ad una storia per segnalare il fatto che non l&#8217;hanno gradita: chi assegna un flag del genere è chiamato a specificarne anche il motivo: sezione sbagliata, storia duplicata, inaccurata, spam. Tutto lascia credere che ogni etichetta abbia un differente peso, mentre non sembrano esserci differenze di considerazione tra il &#8220;<em>bury</em>&#8221; espresso dall&#8217;ultimo arrivato e quello affibbiato da un utente anziano.</p>
<p>Lo stato corrente di una storia, il fatto che sia &#8220;<em>upcoming</em>&#8220;, &#8220;<em>hot</em>&#8221; oppure &#8220;<em>popular</em>&#8221; è anch&#8217;esso un parametro che determina il numero di &#8220;<em>buries</em>&#8221; necessari a rendere &#8220;<em>buried</em>&#8221; una storia: ad una nuova submission bastano molti meno &#8220;<em>buries</em>&#8221; per essere &#8220;<em>buried</em>&#8221; rispetto a quanti ne può sopportare una storia già &#8220;<em>popular</em>&#8220;.</p>
<p>Una volta &#8220;<em>buried</em>&#8220;, la storia scompare dalle categorie in cui era stata inserita ed è visualizzabile solo tramite permalink e come risultato delle ricerche non filtrate, oltre che nella sezione &#8220;<em>dugg</em>&#8221; del proprio profilo, qualora si sia tra gli autori dei &#8220;<em>bury</em>&#8220;.</p>
<h4>La soglia del &#8220;<em>popular</em>&#8221; e la zona &#8220;<em>hot</em>&#8220;</h4>
<p>Tutti i fattori finora elencati concorrono ad avvicinare (o ad allontanare irrimediabilmente) una storia dal momento in cui essa diventa &#8220;<em>popular</em>&#8220;. Per oltrepassare questa soglia serve <strong>un numero minimo di voti</strong>, non determinabile a priori, che neppure la presenza nella sezione &#8220;<em>hot</em>&#8221; può garantire, sebbene tale passaggio sia obbligato per le storie da front page.</p>
<p>Ogni macro-sezione ha una sua zona &#8220;<em>hot</em>&#8220;, dove finiscono le storie ancora in &#8220;<em>upcoming</em>&#8220;, che ricevono un minimo di voti validi in un lasso di tempo prestabilito: se una storia riesce ad ottenere il primo posto tra le &#8220;<em>hot</em>&#8221; e a ricevere ancora un sufficiente numero di &#8220;<em>diggs</em>&#8221; entro un dato limite temporale, ecco che la storia viene resa &#8220;<em>popular</em>&#8220;, arrivando alla front page della sezione di appartenenza, e della macrosezione a cui la sezione fa riferimento.</p>
<p><strong>Ogni sezione ha il suo proprio algoritmo</strong> (nonchè una sua specifica competitività interna tra le submission, ma questa è un&#8217;altra storia) che determina il livello di soglia da oltrepassare per rendere &#8220;<em>popular</em>&#8221; una determinata storia. La sezione più esigente in assoluto è <em>Technology</em>, con le relative sotto-categorie, dato che le storie inserite qui vanno a finire direttamente nella home page di digg.</p>
<h4>Una volta in front page</h4>
<p>Una volta arrivati sulla front page di una sezione di digg -normalmente passa qualche ora dalla submission- si è inseriti subito in prima posizione, per poi scendere via via: si resta nella prima pagina delle &#8220;<em>newly popular</em>&#8221; per un tempo circa pari al tempo trascorso dalla promozione a &#8220;<em>popular</em>&#8221; dell&#8217;ultima storia in classifica. In questo intervallo, se si ricevono ancora sufficienti digg si può <strong>aspirare ad arrivare nella &#8220;<em>Top 10</em>&#8220;</strong> della categoria contenitore, dove si resta per circa 48 ore, prima di finire definitivamente in archivio.</p>
<p>Le storie inserite in <em>Technology</em> e categorie figlie hanno la visibilità massima, dato che raggiungono direttamente la home page di digg; mentre le storie inserite nelle altre sezioni, invece, possono aspirare al massimo alle <em>front pages</em> e alla <em>Top 10</em> della categoria di primo livello (<em>Science</em>, <em>Entertainment</em>, <em>Videos</em>, e tutte le altre), oppure possono limitarsi a diventare &#8220;<em>popular</em>&#8221; nella sotto-categoria di appartenenza, ma senza per questo raggiungere la <em>Top 10</em> della categoria contenitore, che, lo ricordo, è una classifica globale di tutto il contenitore.</p>
<h4>I submitter sono tutti uguali, così come l&#8217;ora della submission</h4>
<p>Ognuno ha esattamente le stesse possibilità (algoritmiche) di inviare una storia che diventerà popular: le maggiori possibilità che ha un &#8220;<em>power user</em>&#8221; non derivano direttamente dal suo profilo, ma  dal numero e dal tipo di amici che ha (ma questo è un argomento che approfondirò in un altro post <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ). Inoltre, l&#8217;algoritmo ha una funzione di <strong>normalizzazione</strong> per far sì che i voti nei periodi &#8220;morti&#8221; del giorno, della settimana e dell&#8217;anno contino più degli altri, in modo da non favorire le storie inviate in orari scelti ad hoc per raggiungere il punto più visibile nei momenti dei picchi di traffico, e viceversa per non penalizzare le altre.</p>
<p>Perciò, <strong>tutti hanno le stesse potenzialità in fase di submission</strong>, ma c&#8217;è un&#8217;eccezione a questa regola, che consiste negli utenti che hanno un numero <em>molto</em> elevato di &#8220;<em>befriends</em>&#8220;: dal momento che questa caratteristica può aumentare molto il numero di &#8220;<em>diggs</em>&#8221; ricevuti, alle storie inviate da questa categoria di utenti è richiesto un numero di &#8220;<em>diggs</em>&#8221; maggiore per oltrepassare la soglia del &#8220;<em>popular</em>&#8220;.</p>
<p>Finora, abbiamo preso in analisi il mondo ideale di digg, dove il peggio che possa succedere è che qualcuno invii una storia inappropriata. Ma, data la popolarità di cui gode digg, è pieno là fuori di gente che cerca di fregare il sistema aprendo tanti account con cui votare le proprie submission. Ecco allora che si è reso necessario per gli sviluppatori mettere a punto&#8230;</p>
<h4>Gli algoritmi di riconoscimento dei pattern di spam</h4>
<p>Innanzitutto è necessaria una <strong>definizione: lo spam su digg non consiste nell&#8217;invio di materiale ascrivibile allo spam di per sè</strong>, ma piuttosto è quella pratica per cui alcuni utenti tentano di <strong>promuovere artificialmente le proprie storie attraverso account multipli</strong>. Ha quindi poco a che fare con i &#8220;<em>bury</em>&#8220;.</p>
<p>Questo modello di spam presenta alcune caratteristiche tipiche (le descrivo tutte in un ipotetico profilo 100% spam, ma se ne possono riscontrare anche solo alcune di esse):</p>
<ul>
<li>Un utente ha un account principale dal quale fa submission delle storie del suo sito,</li>
<li>tutte, o quasi tutte, le storie inviate da questo utente appartengono allo stesso dominio o allo stesso set di siti,</li>
<li>l&#8217;utente non &#8220;digga&#8221; altro che le sue storie,</li>
<li>le storie inviate da questo utente vengono poi votate da una serie di utenti che hanno in comune con lui e tra di loro le date di registrazione, molto vicine l&#8217;una all&#8217;altra, e il fatto che votino pressochè tutti assieme le stesse storie (e magari solo quelle),</li>
<li>le storie di questo utente ricevono una innaturale attenzione e un numero di diggs sopra la media subito dopo la submission,</li>
<li>generalmente non riescono a mantenere tale livello costante, per cui il numero di voti per intervallo di tempo si abbassa invece di incrementare come succede alle storie che, partendo con le stesse caratteristiche, arrivano naturalmente in front page.</li>
</ul>
<p>Tutte queste caratteristiche -esasperate ed isolate in questa lista- concorrono a creare un <strong>profilo spammoso</strong>, che è visibile &#8220;ad occhio&#8221; oltre che facilmente riconoscibile per via algoritmica.</p>
<p>Lo <strong><em>screenshot</em></strong> in basso mostra alcuni dettagli di <strong>due storie</strong> (indovinate quale delle due è quella votata da account fasulli?) evidenziando la distribuzione temporale dei &#8220;<em>diggs</em>&#8221; e gli utenti che le hanno votate (riconoscete il pattern?), ma indagando in modo più approfondito nei profili del submitter sospetto, dei relativi diggers al seguito e dei relativi storici delle storie votate dagli stessi, non ci si può sbagliare.</p>
<p><a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/comparison.jpg" title="Paragone tra due storie su digg"><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/comparison.miniatura.gif" alt="Paragone tra due storie su digg" /></a></p>
<p>Oltre ai pattern, non è da escludere che digg tenga in qualche modo traccia dell&#8217;indirizzo ip, delle caratteristiche del client e delle sessioni utente per determinare con ancora maggior sicurezza una <strong>serie di account che fanno capo ad un singolo spammer</strong> (anche se in realtà, basta e avanza un algoritmo per stanare il 98% degli spammer).</p>
<p>Se si vuole davvero <strong>arrivare in front page su digg spammando</strong>, insomma, non basta aprire account a iosa e utilizzarli tutti per votare: bisogna spendere del tempo per costruire dozzine e dozzine di <strong>profili utente robusti</strong>, ognuno attivo ed <strong>indipendente</strong> l&#8217;uno dall&#8217;altro (ovvero, abbastanza lontani gli uni dagli altri nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grafo">grafo</a> degli utenti di digg).</p>
<p>Perciò, bisogna che questi profili non promuovano tutti ogni singola storia inviata dallo spammer: piuttosto, ogni storia dev&#8217;essere promossa da un subset di utenti, diverso ogni volta. Allo stesso modo, è necessario evitare che i profili  si assomiglino tra di loro in modo sospetto, e a determinare la somiglianza concorre tutto: date di registrazione, submissions, diggs, commenti, amici, sezioni di interesse, comportamenti&#8230; tutto!</p>
<h4>Il modello Pay Per Digg e la conclusione del post</h4>
<p>Costruire un set sufficientemente ampio di account robusti e al di sopra dei sospetti è un lavoro talmente impegnativo che c&#8217;è chi ha deciso di offrirlo in vendita: oggi infatti, <strong>si possono comprare i &#8220;<em>diggs</em>&#8220;</strong> (no, non linkerò società che forniscono questo servizio). La quotazione che oggi va per la maggiore è di un dollaro per ogni digg ricevuto - da un profilo, a detta di chi vende il servizio, insospettabile. Si <em>può</em> finire in front page con meno di cento euro, è vero&#8230;. cento euro per ogni storia. Ma l&#8217;unica cosa garantita è che si riceveranno i digg pagati, nulla di più e nulla di meno.</p>
<p>In realtà, ci sono modi più sicuri, più divertenti e (guarda caso!) persino più efficaci di ottenere il medesimo risultato&#8230;. ma <strong>questa è una storia che vedremo sulla front page di questo blog un&#8217;altra volta</strong> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong><em>UPDATE:</em></strong> <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/la-community-di-digg/">consulta il secondo articolo di questa serie: contiene un&#8217;analisi della community di digg con tanto di consigli per rendere più efficaci le <em>submission</em></a></p>
<h4>Fonti per approfondire</h4>
<p><a href="http://www.seopedia.org/tips-tricks/social-media/the-digg-algorithm-unofficial-faq/">Digg Algorithm: unofficial FAQ</a> - un&#8217;altra analisi dell&#8217;algoritmo di Digg da SeoPedia (un po&#8217; datata ormai)</p>
<p><a href="http://www.marketingshift.com/2006/9/digg-algorithm-elements-confirmed.cfm">Digg Algorithm elements confirmed</a> - sintesi di alcuni degli aspetti certi dell&#8217;algo, confermati dagli sviluppatori (occhio alla data!)</p>
<p><a href="http://content.stamen.com/a_day_of_diggs_and_a_thin_blue_line">A day of Diggs and a thin blue line</a> - rappresentazioni grafiche dei dati che il sistema di digg gestisce ogni giorno</p>
<p><a href="http://duggtrends.com/digggraph.aspx">DuggTrends</a>, <a href="http://labs.digg.com/">Digg Labs</a> e <a href="http://digg.com/spy">Digg Spy</a> - Tre strumenti per gettare uno sguardo più approfondito a ciò che succede &#8220;dietro le quinte&#8221; di digg. Se non vi bastano (e siete sviluppatori) potete accedere ai dati in tempo reale tramite le <a href="http://apidoc.digg.com/">API di digg</a></p>
<p><a href="http://www.google.com/search?q=09-f9-11-02-9d-74-e3-5b-d8-41-56-c5-63-56-88-c0">09-f9-11-02-9d-74-e3-5b-d8-41-56-c5-63-56-88-c0</a> -  questo numero ha segnato la storia di digg (e non solo la sua), se non lo sapete già, vi lascio il piacere di scoprirne il motivo. Vi dico solo che è un&#8217;<strong>ottimo case study per capire qualcosa in più degli attuali algoritmi di funzionamento di digg</strong>. Il link è alla relativa <acronym title="Search Engine Results Page">SERP</acronym> di Google, ci sono tanti documenti che potete partire un po&#8217; da dove vi pare!</p>
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