Nuovo design – Nel frattempo…

A distanza di oltre un anno dall’apertura di questo blog, ho deciso di operare un restyling.

Con la seconda parte delle vacanze estive spazzata via da qualche uragano di troppo, ho trovato il tempo di allineare la grafica del blog a quella della home page, e di eseguire varie modifiche che avevo in mente da tempo.

Per farlo, ho dovuto chiudere temporaneamente il sito (in maniera SEO Friendly).

Ecco come appariva il blog prima delle modifiche:
Screenshot del vecchio tema

Il nuovo design

Il design attuale dovrebbe essere (nelle intenzioni) più gradevole, ma soprattutto più fruibile.

Altre modifiche riguardano gli URL e la distribuzione dei link interni, e l’abbandono delle categorie in favore di una classificazione dei post basata solo sui tag. Chi vuole può ricevere i post via e-mail oltre che tramite RSS, e c’è anche una mappa, adesso.

Qual è la tua opinione sul nuovo design? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, specie se navigavi abitualmente questo blog prima dei cambiamenti.
Ovviamente, “segnalate eventuali malfunzionamenti che doveste riscontrare nell’uso del sito”.

Anch’io su Twitter

Già che c’ero, mi è sembrato un buon momento anche per registrarmi su Twitter. Chi mi volesse seguire mi trova qui: Twitter > Maurizio Petrone

Informazioni sulla manutenzione

Chi di voi ha provato a visitare le pagine del blog nelle ore precedenti, si sarà  trovato di fronte questa schermata:
Pagina di cortesia 503
Nel frattempo, io lavoravo alle modifiche in tutta tranquillità. (La pagina di cortesia può contenere una mappa delle parti funzionanti del sito, un box di ricerca, o qualsiasi altra cosa).

Pillola SEO: per eseguire la manutenzione di un sito online, non c’è niente di meglio e di più SEO-Friendly dell’uso condizionale dello Status HTTP 503.

Ecco una tecnica semplice in Apache/PHP per mostrare le pagine in lavorazione solo all’ip dello sviluppatore, e un messaggio “Torneremo presto online” rivolto sia ai visitatori che ai bot:

# .HTACCESS - Sostituire 127.0.0.1 con il proprio IP
RewriteCond %{REMOTE_HOST} !^127.0.0.1
RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/errors/503/index.php [NC]
RewriteRule .* /errors/503/index.php

Nella pagina di cortesia in PHP indicata, includere questi header:

<?php

header
('HTTP/1.1 503 Service Temporarily Unavailable');
header('Retry-After: 3600');
?>

Il bot capirà. Non indicizzerà  le pagine su cui stai lavorando, ma le terrà  in sospeso e riproverà dopo il numero di secondi indicato in Retry-After, finché non gli darai uno Status HTTP 200/OK.

Update: Anche John Mu, analista di Google, lo ha confermato nel dicembre 2008:

if your server goes down or you are doing maintenance (…) then you MUST make sure not to return the “The server is down” page with a 200 result code. (…) Optimally, all such “the server is down” URLs should return result code 503 (service unavailable). Doing that also prevents search engines from crawling and indexing the error pages.

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12 thoughts on “Nuovo design – Nel frattempo…

  1. Guarda, sarò onesto, devo abituarmi.
    A prima occhiata, non so perché, mi sento un po’ spaesato, ma forse è solo una questione di abitudine.

    Aspetto qualche giorno, prima di esprimermi.

  2. @Fradefra: non ho tolto nulla o quasi di quel che c’era prima: ho eliminato solo quelle poche parti che nessuno (o quasi) usava.

    Però il fatto che tu ti sia sentito spaesato è sintomatico, si vede che il passaggio non è stato completamente indolore.

    Attendo i tuoi input, nel frattempo grazie mille per il tuo parere!

    @Simone: ebbene sì, ho ceduto a Twitter… mi è sembrato uno strumento da esplorare, e finora non mi pento (anche se devo ancora capire bene come funziona il tutto: anzi, dammi il tuo username già che ci sei).

    Riguardo al 503, è una questione di parlare ai bot con il loro linguaggio. La RFC 2616 sezione 10, relativa al protocollo HTTP e specificamente agli status code, a proposito del 503 recita (grassetto mio):

    503 Service Unavailable

    The server is currently unable to handle the request due to a temporary overloading or maintenance of the server. The implication is that this is a temporary condition which will be alleviated after some delay. If known, the length of the delay MAY be indicated in a Retry-After header. If no Retry-After is given, the client SHOULD handle the response as it would for a 500 response.

    Note: The existence of the 503 status code does not imply that a server must use it when becoming overloaded. Some servers may wish to simply refuse the connection.

    Tra tutti gli status HTTP, il 503 (in coppia col Retry-After, altrimenti può essere equiparato al 500) è il più indicato per gestire una situazione di chiusura temporanea, o di overload bloccante.

    L’esperienza mi conferma che è perfettamente SEO friendly… al contrario di bruttissime pagine 404 o 403/Forbidden (che sono tra loro equivalenti).

    P.s. se sono un maniaco della gestione degli Header HTTP, lo devo anche a LowLevel, che coi suoi quiz ha sempre promosso la conoscenza di un protocollo che sta alla base del web, e quindi anche dei motori di ricerca.

  3. Sì, conosco bene gli header HTTP. Hai trovato un altro maniaco… 😉
    Il problema purtroppo non è tanto quello che offriamo noi, ma quello che capiscono loro.

    Ad esempio, sono ancora pochissimi a riconoscere la differenza tra 404 e 410.
    Tuttavia hai già parzialmente risposto alla domanda, dandomi un parere su quanto hai potuto osservare in passato.

    In merito a twitter… non lo uso! 😀
    Ho un odio profondo verso twitter, facebook, myspace, friendfeed & varie… sono ancora fermo (e fedele) a linkedin! 🙂

  4. Simone, quello che capiscono i bot lo possiamo sapere solo con l’esperienza dei test sul campo… che, quando va bene, confermano l’intuizione dettata dal buon senso (e dalla conoscenza dei protocolli – ero sicuro che non ti avrei trovato impreparato!)

    Ad esempio, vogliamo parlare dell’hijacking 302? Chi avrebbe immaginato che l’indicazione “the client SHOULD continue to use the Request-URI for future requests” avrebbe fatto sì che Google permettesse a nuovi URI di prendere il posto della fonte originale?

    Sono situazioni difficili da gestire, anche per il motore, che deve fare i conti non solo con le specifiche ma anche e soprattutto con quello che si trova davanti ogni giorno, scandagliando il web.

    L’unica è provare… e quando è possibile, trarne una regola.

  5. Ormai mi ero abituato all’originalità dell’altro…
    forse esprimeva maggior personalità nell’uso dei colori.

    Comunque è riuscito bene, lo trovo effettivamente più ordinato.

    Cosa ti ha convinto alla classificazione dei post con le sole tag? Da un pò ci penso anche io, ma in EVO abbiamo idee discordanti e forse il tuo giudizio potrebbe far pendere l’ago della bilancia…

  6. @Sergio: il tuo parere sul nuovo design mi dà da pensare: da un lato, sono contento che ti piaccia, dall’altro… mi fai quasi pentire di aver cambiato 😛

    Comunque, davvero non vorrei tutta questa responsabilità sulle vostre scelte in EVO!

    L’uso dei tag è, per me, una questione più che altro di comodità: per come usavo le categorie, i tag sono praticamente equivalenti a queste ultime (in situazioni diverse invece, i tag permettono una organizzazione del contenuto più libera/orizzontale, e meno legata alla tassonomia. Ma non è detto che non possano servire entrambe: non sempre è un AUT AUT).

    Mi sembra che anche in EVO sia così, più o meno categorie e tag corrono su binari paralleli… ma mi pare che anche voi, come me, siate più restii ad aggiungere una categoria, che non un tag 🙂

    Con queste premesse, quel che mi ha fatto propendere per i tag (non volendo mantenere sia tag che cat) è stato:

    – supporto nativo alla tag cloud in WordPress

    – implicazioni dell’attributo rel=”tag” (che viene letto dai bot nelle pagine html)

    – facilità di aggiungere uno o più nuovi tag ad un post

    L’unico “contro” è che WordPress, attualmente, non dispone in modo nativo di una gestione adeguata dei tag. Spero sia solo questione di tempo.

  7. Simone, uso la 2.6.2 (l’ultima al momento). I tag sono supportati, è vero, ma è la gestione degli stessi che è carente a mio parere.

    Quando c’era la versione 1.5-1.6, i tag non erano supportati, e io usavo un plugin chiamato Jerome’s keywords per averli.
    Per gestirli, un secondo sviluppatore aveva pubblicato poi Jerome’s keywords manager, un sistema che resta a tutt’oggi nettamente superiore alla striminzita paginetta attuale di WordPress che trovi nel backend.

    Gli screenshot di Jerome’s Keyword Manager parlano da soli. Confronta con wp-admin/edit-tags.php …

  8. Questi design a sfondo bianco, essenziali, spartani ma eleganti sono quelli che preferisco.
    Soprattutto per argomenti complessi come codici di programmazione o cose tecniche poi sono l’ideale.
    Danno un idea di ordine, di pulito, di chiarezza che a me piace.
    Poi sono molto fluidi, modulari e permettono di gestirli in maniera ottimale e di dare risalto ad ogni testo o immagine si inserisca.
    Ringrazio Mister Petrone per le sue preziose informazioni che divulga nella rete ed in italiano.
    Credo sia una delle punte del seo nostrano che ogni tanto semina tra i comuni mortali del web, come me, qualche informazione che può aiutare a migliorare il posizionamento dei propri siti.

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