Ecco una formula Excel da utilizzare in coppia con Google Webmaster Tools, per conoscere il numero dei SITI (e non di pagine) che vi linkano secondo Google.
Google infatti nei suoi strumenti per webmaster, segnala solo quante e quali pagine (o URL) contengono un link verso il vostro sito, ma non dice a quanti siti tali pagine appartengano.
Spesso però è più utile conoscere il numero dei siti che vi offrono un backlink, e non il numero totale di pagine che vi linkano (ignorando di quanti siti si tratti).
La formula seguente permette di ricavare, in Excel, il nome di dominio (host name) a partire da una cella contenente un URL.
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Nel tempo libero, faccio anche il beta tester. Se c’è un tool in cui intravedo delle potenzialità, mi piace potervi aggiungere del mio prima che diventi pubblico, se posso.
In questo post vorrei parlarvi di due (anzi tre) tool che ho testato personalmente, prima e dopo la pubblicazione. Si tratta di servizi sviluppati interamente in Italia: ho avuto il piacere di dare il mio contributo a tutti, ma il vero merito va agli autori (e a chi li ha ispirati).
È facile infatti dire “mettici questo, mettici quello” a seconda di quel che ti viene in mente di aggiungere, quando il lavoro poi deve farlo qualcun altro
Ma adesso è il loro momento!
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Con questo post vorrei portarvi a conoscenza di una iniziativa di Web Marketing che ha coinvolto Facebook, un gruppo sociale, e la clientela di un semplice ma rinomato bar notturno della cittadina dove vivo.
Ormai Facebook è diventato anche qui, nella provinciale Piacenza, un “must” personale, al pari dei contatti MSN e Skype (tradotto, non puoi farne a meno).
Facebook è diventato un big player da pochi mesi, in Italia. Me ne sono accorto a distanza di un anno dalla mia iscrizione (non vi ho mai dedicato tempo: ho compilato solo le info di base del profilo, caricato una foto e stop), quando un bel giorno, un numero sempre maggiore di amici, conoscenti e colleghi hanno iniziato -nel giro di pochissimo tempo- ad aggiungermi uno dopo l’altro al loro network di amici.
Il numero di ore speso su questo social network dai nostri connazionali è aumentato esponenzialmente, tanto che se “Non hai facebook?”, ormai “sei out”. Il fenomeno ha superato da poco tempo la massa critica, diventando anche da noi un fenomeno di costume… e salvo sorprese, è arrivato per restare.
Ma questa non vuol essere un’analisi esaustiva dell’utilizzo di Facebook; anzi: torniamo pure a parlare di web marketing.
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A distanza di oltre un anno dall’apertura di questo blog, ho deciso di operare un restyling.
Con la seconda parte delle vacanze estive spazzata via da qualche uragano di troppo, ho trovato il tempo di allineare la grafica del blog a quella della home page, e di eseguire varie modifiche che avevo in mente da tempo.
Per farlo, ho dovuto chiudere temporaneamente il sito (in maniera SEO Friendly).
Ecco come appariva il blog prima delle modifiche:

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Lo ammetto: usare Google Analytics per tracciare (ed ottimizzare) le performance delle inserzioni di Google Adsense, è la mia croce e la mia delizia.
Croce perché i rapporti di Adsense sono assolutamente inadeguati per svolgere analisi di tipo qualitativo, in quanto forniscono solo informazioni quantitative (seppur ben segmentate, usando i criteri) sul numero di click, sulle impression, sul CTR e sull’eCPM. Idem, per i ricavi.
Incrociare i dati di utilizzo delle pagine del sito (cosa che ben fa Analytics, dal canto suo) con quelli di interazione degli utenti con gli elementi di Adsense, è una delizia, perché permette di capire tante cose utilissime, ed ottimizzare Adsense di conseguenza.
Sapere quali sono le pagine, le keyword e i vari segmenti che performano meglio in termini di CTR e Revenue in Adsense, permette di capire dove conviene lavorare per ottimizzare il rendimento degli annunci contestuali nel proprio sito.
Individuare gli utenti ed i comportamenti più remunerativi, le keyword, le pagine ed i referral e più redditizi significa sapere cosa testare, e dove investire per massimizzare il ROI di Adsense.
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