Con questo post vorrei rilanciare una considerazione che medito da tempo, e che è ben riassunta da questa frase:

il posizionamento non serve (quasi) a nulla“.


L’occasione di scriverne me la dà Microsoft, che ha regalato a questo blog un posizionamento top, ma assolutamente improbabile: infatti, da qualche giorno sulle versioni italiane di msn e live al primo posto per la chiave secca “myspace” campeggia un mio post:

Serp 'Myspace' su Live.com Italia

Da notare come it.myspace.com sia solo terzo, per di più con una descrizione veramente imbarazzante, anche se indubbiamente invitante (il meta description - questo sconosciuto?) ed un title che potrebbe essere più adeguato (ci provo: “MySpace Italia”?).

Le ragioni tecniche del mio posizionamento sono facilmente intuibili (alta keyword density, serp non competitiva, link interni ed esterni con la key), così come se ne possono immaginare gli effetti: un marcato aumento degli accessi, accompagnato da un’impennata del bounce rate.

In questa situazione il posizionamento non serve a nulla, anzi è dannoso (spreca risorse inutilmente ed alza il bounce rate, il che non è bello).

Cosa fare allora per trarre comunque vantaggio da una situazione simile? Ecco alcune strade percorribili che mi sono venute in mente:

  1. Modificare il contenuto della pagina per accordarlo ai bisogni degli utenti che la trovano per chiavi generiche - non se ne parla proprio!
  2. Modificare il title e lo snippet in modo da dirottare altrove alcuni degli utenti “generici” già dalla serp - sarebbe poco efficace, e comunque non mi va di farlo.
  3. Aggiungere in testa all’articolo, ben evidenti, link che fungano da “search refinements” e che portino altrove - non ho tempo nè ragione di preparare tali pagine.
  4. Content delivery ad hoc per chi proviene da quella serp (cloaking sul referer) - l’avrei fatto se la chiave fosse stata più interessante.
  5. Realizzare una landing page ad hoc da posizionare in luogo di quella attuale - se il blog avesse avuto un taglio diverso, avrei optato per questa soluzione.
  6. Segnalare direttamente al motore di ricerca il problema, e lasciare che siano loro a modificare la serp - ora mi prenderete per pazzo, ma ho scelto proprio questa strada.

Se mi sono autosegnalato, un motivo c’è, non sono (ancora) uscito di testa.

Di motivi, anzi, ne ho due:

  • Quei cento utenti al giorno, non li voglio. Non voglio che questo blog sia letto da tanta gente comune, voglio che sia seguito da una ristretta cerchia di persone competenti in materia di web marketing e seo.
  • Spero di dare una mano per migliorare un motore di ricerca che non sia Google: una sana competizione basata sulla qualità dei risultati farebbe bene a tutti (particolarmente a noi SEO).

Se siete arrivati alla conclusione di questo post, dovrebbe anche esservi chiaro il senso della frase di apertura che, ormai l’avrete capito, altro non è che una provocazione (un po’ come il titolo del post - non me ne vogliate ;-) ).

Allora riformulo:

il posizionamento non serve a nulla, anzi può addirittura essere dannoso, quando è fine a sè stesso e se non è supportato da un adeguato studio del target, da una landing page adatta e da una attenta analisi del traffico“.

P.s. su Live.com sono primo, ma non è che su Google vada poi tanto meglio: per Squatting” (definizione) quel famigerato post oscilla infatti tra la prima e la seconda pagina

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1 citazioni (trackback) al post “Essere al primo posto su “Myspace””

  1. » Il Bounce Rate visto da vicino

    [...] degli utenti (a mio parere motivo principale per utilizzare questa specifica metrica), ma se da un giorno all'altro un sito emerge nei risultati, magari solo temporaneamente, per query molto generiche il dato può essere notevolmente falsato in [...]

2 commenti Feed dei commenti al post   al post “Essere al primo posto su “Myspace”” »

  1. Nicola ha aggiunto:

    Vedi però ti trovano anche i SEO ?!

    Scherzi a parte… è anni che affermo le stesse cose e trovo anche in questo caso molte opposizioni (stranamente anche da esperti del settore). La cosa un po’ mi delude ma sorvolo.

    Quello che faccio notare più spesso nelle mie argomentazioni è che il posizionamento non serve per farti salire nei motori di ricerca. Serve per amplificare il lavoro svolto nel sito web.

    Mi spiego:

    Se hai un sito web scadente amplificherai l’effetto negativo che deriva dalle tue pagine, mentre se il sito è fatto “come si deve” trarrai dei benefici.

    Molto spesso si sottovaluta questo dettaglio perchè i seo (soprattutto quelli scarsi) pensano che ottimizzare e posizionare qualsiasi cosa porti dei benefici… cioè non si preoccupano di COSA si sta posizionando. Credo dipenda da fattori di ingenuità/incapacità nella progettazione LOGICA E COMMERCIALE dei contenuti e del layout.

    Mi fa piacere che ci siano post come questi, un po’ controcorrente perchè aiutano a non considerare il posizionamento come il valore assoluto per un sito web di successo.

    Tralascio tutto il discorso sul traffico targettizzato che già conosci…

    Tu cosa ne pensi?!

  2. emanuele tolomei ha aggiunto:

    ciao ragazzi, mi trovate ovviamente entrambe d’accordo, e anzi ringrazio Petro per il test anche perchè ne stavo facendo uno simile, ma senza ottenere quel risultato. sicuramente non mi sta riuscendo perchè, proprio per evitare tali situazioni già affrontate, ormai ho abbandonato le keywords e sono passato direttamente e unicamente alle keyphrases. Lavorando solo sulle Keyphrases annulli completamente questo rischio, e si ottengono unicamente visite mirate. Se non lo avevi considerato spero di essere stato di aiuto. Un saluto a tutti e alla prossima!

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