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	<title>Petro</title>
	
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	<description>SEO &amp; Web Marketing</description>
	<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 11:47:46 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
			<creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/</creativeCommons:license><image><link>http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/</link><url>http://creativecommons.org/images/public/somerights20.gif</url><title>Some Rights Reserved</title></image><xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.mauriziopetrone.com/Petro" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId>908877</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://www.feedburner.com</feedburner:feedburnerHostname><feedburner:feedFlare href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.mauriziopetrone.com/Petro" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.mauriziopetrone.com%2FPetro" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.mauriziopetrone.com%2FPetro" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.pageflakes.com/subscribe.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.mauriziopetrone.com%2FPetro" src="http://www.pageflakes.com/ImageFile.ashx?instanceId=Static_4&amp;fileName=ATP_blu_91x17.gif">Subscribe with Pageflakes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.live.com/?add=http%3A%2F%2Ffeeds.mauriziopetrone.com%2FPetro" src="http://tkfiles.storage.msn.com/x1piYkpqHC_35nIp1gLE68-wvzLZO8iXl_JMledmJQXP-XTBOLfmQv4zhj4MhcWEJh_GtoBIiAl1Mjh-ndp9k47If7hTaFno0mxW9_i3p_5qQw">Subscribe with Live.com</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.mauriziopetrone.com%2FPetro" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><feedburner:browserFriendly>Volete ripubblicare i contenuti di questo feed? Mi fa piacere! Assicuratevi soltanto di attenervi alle indicazioni fornite dalla Licenza Creative Commons (clic sul logo in alto a destra)</feedburner:browserFriendly><item>
		<title>Web marketing su Facebook, un esempio brillante</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/426246740/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/web-marketing-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 09:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[facebook]]></category>

		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<category><![CDATA[web marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[First Bar, storia di un locale senza sito web, che si arricchisce con una iniziativa di Web Marketing - partita dal basso, sul social network Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo post vorrei portarvi a conoscenza di una iniziativa di Web Marketing che ha coinvolto Facebook, un gruppo sociale, e la clientela di un semplice ma rinomato bar notturno della cittadina dove vivo.</p>
<p><strong>Ormai Facebook è diventato anche qui</strong>, nella provinciale Piacenza, <strong>un &#8220;must&#8221;</strong> personale, al pari dei contatti MSN e Skype (tradotto, non puoi farne a meno).</p>
<p>Facebook <strong>è diventato un big player da pochi mesi</strong>, in Italia. Me ne sono accorto a distanza di un anno dalla mia iscrizione (non vi ho mai dedicato tempo: ho compilato solo le info di base del profilo, caricato una foto e stop), quando un bel giorno, un numero sempre maggiore di amici, conoscenti e colleghi hanno iniziato -nel giro di pochissimo tempo- ad aggiungermi uno dopo l&#8217;altro al loro network di amici.</p>
<p>Il <strong>numero di ore speso su questo social network</strong> dai nostri connazionali è aumentato esponenzialmente, tanto che se &#8220;Non hai facebook?&#8221;, ormai &#8220;sei out&#8221;. Il fenomeno ha superato da poco tempo la <strong>massa critica</strong>, <a href="http://facebookitalia.com/2008/10/10/crescita-record-per-litalia-su-facebook-ora-in-15-milioni/" title="Q3 2008: record di nuove iscrizioni, raggiunto il milione e mezzo di utenti in Italia">diventando anche da noi un fenomeno di costume</a>&#8230; e salvo sorprese, è arrivato per restare.</p>
<p>Ma questa non vuol essere un&#8217;analisi esaustiva dell&#8217;utilizzo di Facebook; anzi: torniamo pure a parlare di <strong>web marketing</strong>.</p>
<p>Mentre aziende ed operatori del Web Marketing <a href="http://www.progetto-seo.com/pensieri-di-un-seo/qualche-chiacchiera-su-facebook">si interrogano</a> sull&#8217;opportunità di una presenza su Facebook, e <a href="http://www.onemarketing.it/03/09/2008/la-tua-attivita-e-gia-su-facebook/">si chiedono</a> in che modo essa possa favorire obiettivi di business, io vi narro un esempio brillante di <strong>come fare Web Marketing sui Social Network</strong>.</p>
<h4>Il gruppo del First Bar</h4>
<p>Il <strong>First Bar</strong> <em>(metterei un link, ma l&#8217;attività non ha un sito web a quanto mi risulta)</em> è un locale accogliente, un po&#8217; spartano e un po&#8217; familiare, aperto da anni a Piacenza. Di giorno è il classico bar &#8220;caffè e brioche&#8221;, ci sono i giornali, c&#8217;è una tavola calda. Di sera, rimane aperto al pubblico, che in questo caso è composto da giovani fra i 18 e i 25 anni.</p>
<p><strong>I gestori sono sempre stati attenti alla clientela</strong>, dimostrandosi amichevoli ed anche fidelizzandola con iniziative come gadget e sconti dopo un tot di consumazioni, organizzando ogni tanto festicciole e serate a tema (birra e porchetta!), e trasformando i muri interni in un mosaico di centinaia foto degli avventori, scattate all&#8217;interno del locale.</p>
<p>L&#8217;approccio è rodato, e funziona. Recentemente, la &#8220;base di utenti&#8221; ha espresso il proprio gradimento creando <strong>un gruppo su Facebook intitolato</strong> <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=69551530625">Quelli che vanno al First</a>.</p>
<p><strong>Ho intervistato</strong> <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1408097042">Luca</a>, che ha fondato il gruppo con lo scopo di rimanere in contatto con i propri amici, durante un soggiorno all&#8217;estero svoltosi in agosto.</p>
<p>Ecco cosa ho scoperto:</p>
<p><strong>Informati a cose fatte dell&#8217;iniziativa</strong>, a settembre, i titolari hanno stampato ed esposto nel bar gli screenshot con gli elenchi degli iscritti al gruppo: i frequentatori si riconoscono e <strong>sentono di far parte di una comunità</strong> di elite, che è inserita all&#8217;interno nella cerchia più ampia di chi frequenta il First, tra cui alcuni (ma non tutti) si conoscono da anni.</p>
<p><strong>Il locale premia i membri di Facebook</strong> offrendo il 10% di sconto su tutti gli scontrini, ed ascolta la loro voce, che si leva ora per orgnanizzare un raduno, ora per aprire un sondaggio.</p>
<p><strong>In meno di tre mesi si sono iscritte oltre 250 persone</strong>, a fronte dei circa 100 posti a sedere disponibili nel locale, e il trend è ancora in crescita. Il gruppo ha richiamato l&#8217;attenzione di diversi ex-frequentatori, riportandoli nel locale e permettendo a tutti di organizzare <strong>eventi ed incontri</strong>: la prima &#8220;pizzata del gruppo Facebook&#8221; è stata un successo!</p>
<p><strong>I gestori ora dispongono di una potente cassa di risonanza</strong> per promuovere le proprie iniziative. Il sistema funziona perché è interattivo, perché ci sono incentivi, e perché non nasce con intenti esclusivamente commerciali.</p>
<p>Scommetto che Fulvio, Laura e Max (i baristi), oltre a promuovere essi stessi il gruppo, <strong>sapranno tener vivo l&#8217;interesse dei loro iscritti</strong>. Ovviamente, <strong>lo faranno offline</strong> - loro sono <em>old school, non hanno facebook</em>, ma conoscono Luca e gli altri iscritti, e tanto gli basta.</p>
<p><em><strong>Update</strong>: mi dicono dalla regia che <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1528652503">Fulvio è iscritto, come First Bar, a Facebook</a>.</em></p>
<h4>Le foto dal First Bar</h4>
<p>Aggiornamento: ecco qualche foto scattata all&#8217;interno del First. Click per ingrandire:<br />
<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/first-1.jpg"><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/first-1-300x230.jpg" alt="Gruppo Facebook" width="300" height="230"  /></a></p>
<p>La bacheca degli iscritti al gruppo:<br />
<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/first-2.jpg"><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/first-2-300x168.jpg" alt="Iscritti a Facebook" width="300" height="168" /></a></p>
<p>C&#8217;è anche il mio articolo (sarà valido come Trackback?):<br />
<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/first-3.jpg"><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/first-3-300x148.jpg" alt="Facebook Marketing" width="300" height="148" /></a></p>
<h4>In futuro: dal bar di provincia alla dimensione Enterprise</h4>
<p>Il piccolo bar ha colto al volo l&#8217;opportunità offerta dalla propria clientela, che ha scelto di esprimersi anche online. <strong>L&#8217;ha saputa capire e sta rispondendo</strong>. Dall&#8217;altra parte, molti nomi ben più grossi, oltre al sito Corporate, vantano una presenza (e spesso solo quella) come membri su vari social network.</p>
<p>Già oggi <strong>moltissimi utenti di Facebook si dichiarano fan</strong> o aderiscono a gruppi aventi per oggetto società, personaggi e marchi commerciali noti a livello nazionale.</p>
<p>Troppo <strong>spesso però poi la cosa muore lì</strong>, sovente infatti nemmeno si visita la pagina del gruppo al quale ci si è appena iscritti&#8230;</p>
<p>E voi? Conoscete storie di <strong>Brand che ricambiano gli utenti dei social network</strong>, offrendo loro qualcosa di tangibile, e tenendo viva l&#8217;attenzione?</p>
<p>Aspetto i vostri commenti <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=0O5HM"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=0O5HM" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=eGq1m"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=eGq1m" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=87fjm"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=87fjm" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=MuVhM"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=MuVhM" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=7Gm3M"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=7Gm3M" border="0"></img></a>
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		<title>Nuovo design - Nel frattempo…</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/386838577/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/nuovo-design-manutenzione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 16:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentazione del nuovo design, e come mantenere il sito temporaneamente chiuso per lavori in maniera SEO Friendly.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di oltre un anno dall&#8217;apertura di questo blog, ho deciso di operare un <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/" rel="nofollow">restyling</a>.</p>
<p>Con la seconda parte delle vacanze estive <a href="http://www.weather.com/newscenter/hurricanecentral/2008/gustav.html" rel="nofollow">spazzata via</a> da qualche <a href="http://www.weather.com/newscenter/hurricanecentral/2008/ike.html" rel="nofollow">uragano</a> di <a href="http://www.weather.com/newscenter/hurricanecentral/2008/hanna.html" rel="nofollow">troppo</a>, ho trovato il tempo di allineare la grafica del blog a quella della <a href="http://www.mauriziopetrone.com/" rel="nofollow">home page</a>, e di eseguire varie modifiche che avevo in mente da tempo.</p>
<p>Per farlo, ho dovuto <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/nuovo-design-manutenzione/#503">chiudere temporaneamente il sito (in maniera SEO Friendly)</a>.</p>
<p>Ecco come appariva il blog prima delle modifiche:<br />
<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/old-theme-screenshot.jpg"><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/old-theme-screenshot-291x300.jpg" alt="Screenshot del vecchio tema" title="" width="291" height="300" /></a></p>
<h4>Il nuovo design</h4>
<p>Il design attuale dovrebbe essere (nelle intenzioni) più gradevole, ma soprattutto <strong>più fruibile</strong>.</p>
<p>Altre modifiche riguardano gli URL e la distribuzione dei link interni, e l&#8217;<strong>abbandono delle categorie</strong> in favore di una <strong>classificazione dei post basata solo sui tag</strong>. Chi vuole può ricevere i post via e-mail oltre che tramite RSS, e c&#8217;è anche una <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/mappa/blog/">mappa</a>, adesso.</p>
<p><strong>Qual è la tua opinione sul nuovo design?</strong> Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, specie se navigavi abitualmente questo blog prima dei cambiamenti.<br />
Ovviamente, &#8220;segnalate eventuali malfunzionamenti che doveste riscontrare nell&#8217;uso del sito&#8221;.</p>
<h4>Anch&#8217;io su Twitter</h4>
<p>Già che c&#8217;ero, mi è sembrato un buon momento anche per registrarmi su <strong>Twitter</strong>. Chi mi volesse seguire mi trova qui: <a href="http://twitter.com/MaurizioPetrone">Twitter &gt; Maurizio Petrone</a></p>
<h4>Informazioni sulla manutenzione</h4>
<p>Chi di voi ha provato a visitare le pagine del blog nelle ore precedenti, si sarà  trovato di fronte questa schermata:<br />
<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/503.jpg"><img src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/503-300x152.jpg" alt="Pagina di cortesia 503" title="" width="300" height="152"  /></a><br />
Nel frattempo, io lavoravo alle modifiche in tutta tranquillità. (La pagina di cortesia può contenere una mappa delle parti funzionanti del sito, un box di ricerca, o qualsiasi altra cosa).<br />
<a name="503"></a><br />
<em>Pillola SEO:</em> per eseguire la <strong>manutenzione di un sito</strong> online, non c&#8217;è niente di meglio e di più SEO-Friendly dell&#8217;uso condizionale dello Status <strong>HTTP 503</strong>.</p>
<p>Ecco una tecnica semplice in Apache/PHP per mostrare le pagine in lavorazione solo all&#8217;ip dello sviluppatore, e un messaggio &#8220;Torneremo presto online&#8221; rivolto sia ai visitatori che ai bot:</p>
<pre># .HTACCESS - Sostituire 127\.0\.0\.1 con il proprio IP
RewriteCond %{REMOTE_HOST} !^127\.0\.0\.1
RewriteCond %{REQUEST_URI} !^/errors/503/index\.php [NC]
RewriteRule .* /errors/503/index.php</pre>
<p>Nella pagina di cortesia in PHP indicata, includere questi header:</p>
<pre><font color="#0000bb">&lt;?php
header</font><font color="#007700">(</font><font color="#dd0000">'HTTP/1.1&nbsp;503&nbsp;Service&nbsp;Temporarily&nbsp;Unavailable'</font><font color="#007700">);
</font><font color="#0000bb">header</font><font color="#007700">(</font><font color="#dd0000">'Retry-After:&nbsp;3600'</font><font color="#007700">);
</font><font color="#0000bb">?&gt;</font></pre>
<p>Il bot capirà. Non indicizzerà  le pagine su cui stai lavorando, ma le terrà  in sospeso e riproverà dopo il numero di secondi indicato in Retry-After, finché non gli darai uno Status HTTP 200/OK.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=GOQML"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=GOQML" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=7Xsxl"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=7Xsxl" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=X877l"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=X877l" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=D0BGL"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=D0BGL" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=rtVFL"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=rtVFL" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~4/386838577" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mauriziopetrone.com/blog/nuovo-design-manutenzione/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Tracciare Adsense con Analytics: l’integrazione è vicina</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/382459782/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/adsense-analytics-tracciamento/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 20:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[adsense]]></category>

		<category><![CDATA[analytics]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/?p=45</guid>
		<description><![CDATA[Tracciare ed ottimizzare il rendimento dei click di Adsense in Google Analytics: novità e piattaforme disponibili oggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ammetto: usare Google Analytics per tracciare (ed ottimizzare) le performance delle inserzioni di Google Adsense, è la mia croce e la mia delizia.</p>
<p><em>Croce</em> perché i rapporti di Adsense sono assolutamente inadeguati per svolgere analisi di tipo qualitativo, in quanto forniscono <strong>solo informazioni quantitative</strong> (seppur ben segmentate, usando i criteri) sul numero di click, sulle impression, sul CTR e sull&#8217;eCPM. Idem, per i ricavi.</p>
<p>Incrociare i dati di <strong>utilizzo delle pagine</strong> del sito (cosa che ben fa Analytics, dal canto suo) con quelli di <strong>interazione degli utenti con gli elementi di Adsense</strong>, è una <em>delizia</em>, perché permette di capire tante cose utilissime, ed ottimizzare Adsense di conseguenza.</p>
<p>Sapere quali sono <strong>le pagine, le keyword e i vari segmenti che performano meglio</strong> in termini di CTR e Revenue in Adsense, permette di capire dove conviene lavorare per ottimizzare il rendimento degli annunci contestuali nel proprio sito.</p>
<p>Individuare gli utenti ed i comportamenti più remunerativi, le keyword, le pagine ed i referral e  più redditizi significa sapere cosa testare, e dove investire per massimizzare il ROI di Adsense.</p>
<h3>Un tracciamento degli Adsense integrato nativamente in Google Analytics?</h3>
<p>È probabile che ci sarà. Mi accorgo solo adesso che due anni fa, <a href="http://analytics.blogspot.com/2006/10/wanted-adsense-user-feedback.html">il team di Analytics chiese un feedback agli utenti iscritti a entrambi i servizi</a>, presumibilmente proprio allo scopo di studiare una possibile integrazione.</p>
<p><strong>UPDATE</strong>: è disponibile la pagina ufficiale di aiuto circa i <a href="http://www.google.com/support/googleanalytics/bin/topic.py?topic=14649">Rapporti AdSense in Google Analytics</a>, ed il <a href="http://it.youtube.com/watch?v=UWxFqb5pa40">video introduttivo sulle feature disponibili</a>.</p>
<p>Ebbene, i <em>rumor</em> di oggi parlano di quel che potrebbe essere il risultato di questo studio. Non è ancora una funzionalità disponibile al pubblico, ma pare che qualcuno la stia già testando.</p>
<p>Il blog <a href="http://www.thegooglecache.com/">TheGoogleCache</a> ha infatti pubblicato un post dove vengono <strong>descritti ed illustrati i vari pannelli di una nuova sezione dedicata a Google Adsense, all&#8217;interno della piattaforma di Google Analytics</strong>.</p>
<p>Il post <strong>è stato rimosso</strong> (404), ma poiché il blog offre un <strong>feed</strong>, <a href="http://www.google.it/reader/shared/08934962084398233350?hl=it">il contenuto integrale dello stesso è ancora disponibile</a> (direttamente dai server di Google, con tanto di screenshot! <em>Perfavore, avvisatemi se il link non dovesse funzionare più</em>).</p>
<p>Nell&#8217;articolo l&#8217;autore mostra le informazioni disponibili riguardo ai click Adsense: li si può <strong>segmentare per pagina e per sito di provenienza</strong>. È possibile ordinare i dati in base ai consueti parametri Adsense (CTR, eCPM&#8230;), e visualizzare un <strong>trend delle performance dei contenuti Adsense</strong>.</p>
<p>Ecco una schermata che mostra l&#8217;apporto dei Referral Sites alle performance ed ai rendimenti di Adsense:<a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/analytics-adsense-page-referrers.png"><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-47" src="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/analytics-adsense-page-referrers-small-300x157.png" alt="Schermata Referral di Adsense in Analytics" width="300" height="157" /></a><br />
<em>(immagini tratte da TheGoogleCache.com)</em></p>
<p>Non vi è traccia tuttavia della ricerca nel sito (ricerca Adsense, intendo): spero che venga integrata anche questa parte di rapporti degli Adsense nell&#8217;omonima sezione in Analytics.</p>
<h3>Cosa conviene tracciare per ottimizzare i rendimenti Adsense?</h3>
<p>L&#8217;autore di TheGoogleCache dà un suggerimento che condivido pienamente:</p>
<blockquote>
<ol>
<li>Identifica le pagine che ospitano gli annunci più remunerativi</li>
<li>Scegli tra queste le pagine con i CTR più elevati</li>
<li>Studia il tipo di traffico che ricevono alti tassi di click da SERP organiche</li>
<li>Trova tra queste quelle che potrebbero posizionarsi meglio per la keyword più performante</li>
</ol>
</blockquote>
<p>E voi? <strong>Quali dati utilizzereste</strong> per ottimizzare le performance di Adsense se questi fossero disponibili, ed in che modo?</p>
<h3>Come tracciare oggi l&#8217;uso di Adsense (con Analytics)?</h3>
<p>Intanto che aspettiamo che questa nuova funzione di Analytics venga resa disponibile (e spero accada presto, perché ho già l&#8217;acquolina in bocca), <strong>è già possibile tracciare i click di Adsense nel profilo di Google Analytics</strong>,  in qualche modo.</p>
<p>A tal scopo consiglio (ed utilizzo) <a href="http://www.seobook.com/archives/001370.shtml">questo ottimo script</a> che permette di <strong>impostare il Click su un elemento Adsense come Obiettivo in Analytics</strong> . Lo script ha i suoi limiti, va detto: il tracciamento è &#8220;non ufficiale di Adsense&#8221; innanzitutto, e poi <a href="http://www.seonida.com/web-analytics/198-ga-totale-conversioni-per-fonte-di-traffico-e-per-pagina.html">essendo un Obiettivo di Analytics non è facile tracciarne il Conversion Rate a livello di pagina</a> <em>(a meno di non smanettare con la <a href="http://www.seonida.com/web-analytics/198-ga-totale-conversioni-per-fonte-di-traffico-e-per-pagina.html#post1584">simulazione di ecommerce</a>, che devo ancora sperimentare - anyway grazie ancora, Daniela!)</em></p>
<p>Chi non volesse utilizzare Analytics può optare per una <strong>soluzione self-hosted</strong>: a tal proposito segnalo <a rel="nofollow" href="http://www.asrep.com/">AsRep</a>, ma non l&#8217;ho mai provato - e voi?</p>
<p>P.s. Vado in vacanza, ci si rilegge a metà settembre!</p>
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		<title>Strategie di posizionamento: bottom-up</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 12:10:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[link building]]></category>

		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>

		<category><![CDATA[selezione keyword]]></category>

		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Come posizionare un sito partendo dal basso e senza altre leve a supporto, con esempi pratici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorare a progetti SEO per nomi molto noti, potendo contare sul supporto del reparto marketing e PR del marchio stesso, spesso fa sì che i risultati di branding e buzz ottenuti offline si ripercuotano positivamente sul traffico e sui posizionamenti di un sito web.</p>
<p><strong>Link spontanei</strong> che nascono come funghi presso i siti di blogger e comunità appassionate, <strong>visite e conversioni</strong> che vanno avanti trainate dalla pubblicità tradizionale, <strong>ricerche di tipo &#8220;navigational&#8221;</strong> che si ripetono a migliaia presso i motori di ricerca: sono solo alcuni dei fenomeni che si notano facendo SEO per conto di brand ben conosciuti presso il grande pubblico.</p>
<p>In queste condizioni il lavoro è, per molti aspetti, più semplice. Ma <strong>cosa fare</strong> se non si ha la fortuna di poter beneficiare degli sforzi sostenuti dal brand stesso, perché magari è <strong>poco noto</strong> o magari perché <strong>il sito è nuovo</strong> e non può contare su appoggi forti?</p>
<p><strong>Come agire</strong> quando gli obiettivi di traffico organico e conversioni devono essere raggiunti potendo contare solo sulle <strong>proprie forze</strong>, magari in un <strong>mercato competitivo</strong>?</p>
<p>C&#8217;è una strategia che può aiutare in questi casi: si tratta di una <strong>strategia di posizionamento</strong> che copre, in due fasi, sia il <strong>breve</strong> che il <strong>lungo periodo</strong>, e che adotta un approccio &#8220;<em>bottom-up</em>&#8220;.</p>
<p>Il bottom-up è una strategia che riguarda sia la promozione che il <a href="http://www.mauriziopetrone.com/">posizionamento sui motori di ricerca</a>, e che consiste nel dedicarsi, nelle fasi iniziali, soprattutto a quelle strade in grado di portare <strong>benefici immediati, anche se non eclatanti</strong>.</p>
<p>In un secondo momento, <strong>si fa leva sui risultati già conseguiti</strong> (a basso costo) per <strong>raggiungerne di migliori</strong> (ad alto ritorno), in grado di sostenere il business e possibilmente corrispondenti proprio con gli obiettivi principali del progetto.</p>
<p>Una strategia di questo tipo va applicata in modo oculato su tutto il progetto, dal momento che può, e deve, riguardare gli aspetti più disparati di un intervento SEO: dalla <a href="#keyword">selezione delle parole chiave</a> al <a href="#link">link building</a>, dal <a href="#social-media">social media marketing</a> all&#8217;<a href="#risultati">utilizzo dei risultati ottenuti in termini di posizionamento</a>, tutte le attività devono seguire scrupolosamente una strategia pre-determinata.</p>
<p>Vediamo come affrontare una sfida del genere, per mezzo di <strong>esempi pratici</strong>.</p>
<p>Supponiamo, per esempio, di avere a che fare con <strong>due progetti</strong> separati: un <strong>e-commerce di dischi</strong>, dotato di un corporate blog, e un <strong>portale turistico</strong> che propone pacchetti vacanza in Europa.</p>
<p>Come impostare la strategia bottom-up?</p>
<p><em>(nota: le parole chiave, i tassi di conversione e in generale tutti i dati indicati nei prossimi capitoli, sono verosimili ma meramente ipotetici, e non sono confermati da test oggettivi).</em></p>
<p><a name="keyword"></a><br />
<h3>La keyword selection</h3>
<p>Una premessa: in questo capitolo, per &#8220;keyword selection&#8221; non si intende l&#8217;ambito semantico in funzione del quale ottimizzare il copy delle pagine web: il termine è riferito alla scelta delle <strong>parole chiave a cui puntare all&#8217;inizio nel posizionamento organico</strong>.</p>
<p>L&#8217;intento è quello di individuare quelle parole chiave, in target con la clientela del business da promuovere, magari non trafficatissime ma &ndash;anche per questo &ndash; relativamente <strong>semplici da affrontare in termini di posizionamento</strong>.</p>
<p>Per dovere di cronaca, è necessario precisare che questo concetto è già stato espresso nel TagliaBlog, in un post intitolato <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2008/04/il-keyword-sniping.html">Keyword Sniping</a> (<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2008/04/il-keyword-sniping.html#comment-5350">qui il mio commento</a>, vi consiglio di leggere tutto il post per capire meglio di cosa si sta parlando).</p>
<p>Vediamo come affrontarlo in pratica con i due progetti del nostro esempio:</p>
<p><strong>L&#8217;e-commerce di dischi</strong>, grazie una campagna Adwords, sa che la chiave &#8220;<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=cd+musicali" rel="nofollow">cd musicali</a>&#8221; è molto ricercata, e che nel suo negozio ha riscontrato un buon tasso di conversione. Ma si accorge anche che &#8220;<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=cd+musicali" rel="nofollow">cd musicali</a>&#8221; è una SERP che non si può scalare in tempi brevi e senza sforzo.</p>
<p>Decide allora, dopo le opportune ricerche, di concentrarsi sulla chiave &#8220;<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=vendita+cd+musicali" rel="nofollow">vendita cd musicali</a>&#8220;: una SERP decisamente più abbordabile. È molto meno ricercata della prima, tuttavia ha un tasso di conversione grossomodo analogo. Ma soprattutto, si può arrivare nella parte alta della prima pagina in meno di un mese.</p>
<p><strong>Il portale turistico</strong> sa, da vari report e sondaggi specifici, che quest&#8217;anno Parigi è la meta più richiesta in Europa. La SERP dei suoi sogni è &#8220;<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=offerte+parigi" rel="nofollow">offerte parigi</a>&#8220;, ma la competizione è durissima. Opta quindi per &#8220;<a href="http://www.google.it/search?hl=it&#038;q=pacchetto+parigi" rel="nofollow">pacchetto parigi</a>&#8220;, una chiave concettualmente vicinissima alla prima, ma molto meno inflazionata (e quindi più facile da affrontare).</p>
<p>Sia il negozio di musica che l&#8217;agenzia di viaggi on-line ripetono il procedimento per ogni pagina/prodotto in catalogo: le pagine e i relativi anchor text interni rimarranno ottimizzati principalmente per le chiavi di ricerca più gettonati, ma piccoli accorgimenti in alcuni punti del copy e nell&#8217;internal linking le renderanno capaci di ottenere <strong>posizionamenti utili</strong> per le chiavi secondarie selezionate. E di <strong>vendere</strong> alla clientela principale di riferimento.</p>
<p><a name="link"></a><br />
<h3>Link Building</h3>
<p>L&#8217;attività di Link Building seguirà una strada analoga: non si andranno subito a cercare i link più forti, ovvero &ndash; ad esempio &ndash; su Rockol o Mtv (per la musica), su Tui o Viaggiare.it (per i viaggi), o sul sempiterno Dmoz, ma ci si accontenterà all&#8217;inizio di piazzare quei <strong>pochi link utili a sostenere il posizionamento per le chiavi secondarie</strong>.</p>
<p>Quindi, ben vengano le directory minori, il posting su forum, blog o siti di article marketing, e qualsiasi altra strategia &#8220;sicura&#8221; e a breve termine vi venga in mente.</p>
<p>Successivamente, si potrà attuare una strategia di Link Building più aggressiva, basata su alcuni link forti (vedi sopra), sul <em>link baiting</em>, sulla distribuzione di <em>widgets</em>, e sul <em>social media marketing</em> (vedi sotto).</p>
<p>L&#8217;importante è utilizzare prima le risorse più a portata di mano, in grado di garantire un risultato &ndash; anche minimo, purché in breve tempo; ed affidarsi <strong>solo in un secondo momento</strong> a strategie più efficaci ma potenzialmente più rischiose.</p>
<p>Rimandare le richieste di link a quando si sarà acquisita almeno un minimo di <strong>credibilità</strong>, oltretutto, aumenterà le chances di successo delle richieste stesse.</p>
<p>Tornando ai progetti di esempio, <strong>il negozio di dischi</strong> potrà registrarsi nelle directory e postare su qualche forum di appassionati di musica, prima di mettersi a cercare lo &#8220;scoop&#8221; per il suo blog da far citare in lungo e in largo.</p>
<p><strong>L&#8217;agenzia di viaggio</strong> potrà scrivere qualche guida originale da ridistribuire, e negoziare l&#8217;acquisto di qualche link &#8220;sotto il radar&#8221;, prima di avventurarsi nella progettazione di un widget che permette di cercare le offerte più economiche del momento.</p>
<p><a name="social-media"></a><br />
<h3>Il Social Media Marketing</h3>
<p>Anche nel Social Media Marketing, raramente paga giocare subito il tutto per tutto: i network in grado di apportare il contributo maggiore alla causa non dovranno essere il luogo delle prime promozioni, a meno che non si disponga di <strong>profili utente in vista</strong> e molto seguiti su questi network. </p>
<p>Ugualmente, i &#8220;pezzi&#8221; <strong>migliori</strong> in termini di <strong>LinkBait</strong> conviene <strong>conservarli per un secondo momento</strong>, quando si avranno profili utente &#8220;forti&#8221; ed un traffico consistente di utenti dei vari network sulle pagine del proprio sito.</p>
<h4>Content Submission</h4>
<p>Parlando di submission autonome ai social network dei propri contenuti, è più conveniente concentrarsi dapprima sui &#8220;pesci piccoli&#8221;, proponendo i propri contenuti inizialmente solo ai gruppi più ristretti, presso i quali si hanno <strong>possibilità molto maggiori di essere notati</strong>.<br />
<em>(Per individuare i network adatti, oltre alle vostre ricerche mirate, il post sui <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/i-social-italiani/">social network</a> e la lista del <a href="http://toolbox.mauriziopetrone.com/social/">Social Tool</a> possono essere entrambi fonte di ispirazione)</em>.</p>
<p>È bene ricordare che <strong>i social network non sono gruppi chiusi in modo ermetico</strong>: spesso un utente di un network è anche utente di alcuni altri siti Social. Inoltre, non è raro che utenti di questo tipo siano molto attivi presso le community alle quali sono iscritti, all&#8217;interno delle quali sono riconosciuti e seguiti.</p>
<p>La strategia di submission in ottica &#8220;bottom-up&#8221; consiste quindi nell&#8217;affidarsi agli utenti delle comunità più piccole: essendo facile essere notati in ambienti più ristretti, gli utenti &#8220;<em>cross-social-mediali</em>&#8221; potranno a loro volta <strong>riproporre i vostri contenuti nei network più grandi</strong>, riuscendo con molta facilità a piazzarli sotto i riflettori delle vaste community che frequentano.</p>
<p>In termini di Viral Marketing, non c&#8217;è nulla di nuovo: i marketer sanno che raggiungere l&#8217;interesse dei cosiddetti Early Adopters significa riuscire a diffondere un prodotto presso un pubblico molto più vasto, che da questi sarà influenzato. Nei social network, frequentemente <strong>gli Early Adopters sono utenti di varie community di diverse dimensioni: all&#8217;interno di quelle più ristrette, è più facile catturare la loro attenzione</strong> (con lo scopo di renderli veicolo di promozione all&#8217;interno dei social network maggiori).</p>
<h4>Link Baiting content production</h4>
<p>Di pari passo con le submission, anche per la produzione di contenuti ad-hoc per i Social Media, quelli finalizzati ad attirare link spontanei, si potrà seguire una strategia simile.</p>
<p>Ben venga dunque preparare qualche pezzo &#8220;Killer&#8221; (sia esso un articolo, un widget o quant&#8217;altro), ma <strong>non sparate le vostre cartucce migliori prima del tempo</strong>. È meglio darsi da fare con qualche articolo secondario &ndash; ma comunque di qualità &ndash; nei primi tempi: proporre ai social network i vostri contenuti satellite come prima cosa, vi consentirà di farvi conoscere e di guadagnare qualche &#8220;follower&#8221;, col vantaggio che anche se qualcuna delle vostre submission non avrà successo, <strong>conserverete ancora i pezzi migliori</strong>.</p>
<p>Dopo qualche mese di attività di submission e commenti, avrete già costruito una piccola rete di amici, sul cui apporto potrete contare quando giungerà il momento di servire i vostri piatti forti (che andranno preparati fin nei minimi dettagli).</p>
<p><strong>Ricapitoliamo</strong> dunque il <strong>piano d&#8217;azione bottom-up nel Social Media Marketing</strong>, tornando ai progetti esemplificativi.</p>
<p>Per <strong>il portale turistico</strong> potrebbe essere conveniente proporre le proprie offerte su SegnaloItalia.it o simili, aspettando poi che un navigatore-viaggiatore ne usufruisca e ne scriva una recensione su Ciao.it o su TripAdvisor. Nel frattempo, il gestore dell&#8217;agenzia potrebbe realizzare una serie di video su località turistiche da inserire in WikiTravel, e aspettare che un utente molto attivo su Youtube li promuovano a dovere nel sito di video-sharing più famoso del mondo. Oppure, potrebbe caricare in autonomia i propri video su Youtube, avendo cura di inserire il proprio video più bello solo quando avrà guadagnato, grazie al lavoro precedente, almeno qualche dozzina di sottoscrittori al proprio canale.</p>
<p><strong>L&#8217;e-commerce di musica</strong> potrebbe iniziare a scrivere recensioni sugli ultimi album in uscita nel proprio blog, e proporli sia in Myspace che sul canale Musica di Oknotizie, in modo da guadagnarsi una base ricettiva di utenti. Quando poi avrà lo &#8220;scoop&#8221;, sarà più facile sottoporlo all&#8217;attenzione di questi network. Nel suo sito poi, potrebbe approntare un test di personalità, in base alle risposte del quale verrà proposto l&#8217;album più adatto da acquistare. Qualche segnalazione di questo test, oltre che nel corporate blog, potrebbe essere inserita inizialmente su qualche forum (dato che sono anch&#8217;essi Social Network), in attesa che magari un blogger seguito su Wikio lo noti e ne parli.</p>
<p><a name="risultati"></a><br />
<h3>Sfruttare i posizionamenti ottenuti</h3>
<p>Lavorando come descritto, non sarà difficile ottenere in tempi rapidi traffico e posizionamenti utili su molte chiavi secondarie. In questo modo, oltre ai <strong>benefici diretti</strong> (conversioni), si produrrà un effetto &#8220;pioggia sul bagnato&#8221;: le vostre pagine riceveranno <strong>nuovi link spontanei</strong> proprio in virtù del fatto che sono <strong>già posizionate</strong> &ndash; e quindi &#8220;trovabili&#8221; e &#8220;linkabili&#8221; da chi ha necessità di farlo.</p>
<p>Inoltre, potrete finalmente realizzare quello <strong>scambio di link</strong> con quel portalone che puntavate da tempo, che porta un sacco di traffico ma che non accetta scambi con pagine munite di Pagerank inferiore a X (che nel frattempo avrete conseguito).</p>
<p>È quasi superfluo, infine, menzionare gli effetti di <strong>branding</strong> derivanti da una strategia di posizionamento siffatta: la conoscenza del vostro brand non sarà forse esplosiva, ma comincerà ad espandersi, pian piano, fin da subito.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Personalmente ho utilizzato strategie di questo tipo in diverse occasioni, ed in tutte ho verificato direttamente che un approccio simile è efficace: consente di <strong>produrre a basso costo</strong> i primi, modesti <strong>ritorni in tempi rapidi</strong>, e di far leva su quanto ottenuto per <strong>portare la strategia al livello successivo con minor sforzo</strong>.</p>
<p><strong>E voi?</strong> Cosa ne pensate? Avete mai usato tecniche simili?</p>
<p>Ed ancora, agli esperti del settore chiedo: <strong>nel mondo Pay Per Click</strong>, esistono strategie simili che si possono attuare?</p>
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		<item>
		<title>Google Quality Rater: le linee guida (con pdf)</title>
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		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/quality-rating-la-guida-di-google-svelata/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 10:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[google]]></category>

		<category><![CDATA[quality rater]]></category>

		<category><![CDATA[spam]]></category>

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		<description><![CDATA[La versione intergrale in PDF delle linee guida utilizzate dai Quality Raters di Google (revisione 2.1 - aprile 2007).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog SeoBlackHat ha <a href="http://seoblackhat.com/2008/03/10/excerpts-from-google-reviewer-guidlines/">annunciato pochi giorni or sono</a> di essere entrato in possesso di un documento di Google, che avrebbe dovuto essere <strong>confidenziale</strong> e ad uso esclusivo dei <strong>Quality Rater</strong> - anche <a href="http://www.seobook.com/spying-google-what-spam-what-relevant-read-find-out">Aaron Wall ha ripreso la notizia</a>.</p>
<p>Per consultarne il contenuto, si dovrebbe essere iscritti (a pagamento) al forum di SeoBlackHat stesso, tuttavia, ho <a href="http://vizualbod.com/f/spam-guidelines.htm" rel="nofollow">trovato altrove</a> il <strong>documento completo</strong>, che vi propongo in questo post.</p>
<p>Si tratta delle <strong>Linee Guida che Google fornisce ai Quality Rater</strong> per indicare loro come valutare le pagine, ed aiutarli ad individuare quelle che fanno uso di <strong>tecniche di web spam</strong> (la versione è la 2.1, e la revisione risale ad Aprile 2007).</p>
<p>Il documento, che porta la firma di tal &#8220;Jemma&#8221;, contiene indicazioni sui compiti dei quality rater e sulla scala di valutazioni della rilevanza (con tanto di esempi), sul sistema EWOQ, e soprattutto <strong>su cosa vada considerato web spam</strong> e cosa, invece, no.</p>
<p>Ho salvato e vi propongo queste 43 pagine - una lettura molto interessante per chi fa SEO.</p>
<p>Ecco il link diretto al PDF:<br />
Documento di <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/quality-rater-guidelines-2007.pdf">Google: Linee guida per i Quality Rater</a> <strong>[PDF, 43 pagine, ~2 mb]</strong><br />
Ed ecco anche il <em><a href="http://vizualbod.com/f/spam-guidelines.htm" rel="nofollow">link alla fonte originale</a></em> (UPDATE - Nota: il contenuto è stato rimosso).</p>
<p>Sfogliando queste pagine si legge, tra l&#8217;altro, che:</p>
<blockquote><p>Some individuals have more than one blog and/or more than one homepage on a social networking site (e.g. myspace, facebook, friendster, mixi). When these pages are maintained by the individual (or an authorized representative of the individual), they are all considered to be Vital.</p></blockquote>
<p><strong>Ogni singolo blog ed ogni singolo profilo</strong> di social network mantenuto da una persona, ed inequivocabilmente riconducibile ad essa, è da considerarsi una <strong>risorsa irrinunciabile</strong> da presentare in risposta a ricerche relative all&#8217;individuo.</p>
<blockquote><p>If navigation to helpful content is very difficult, a rating of Off-Topic may be assigned. For example, if the link to good results is poorly-labeled or buried at the bottom of a long list of links, or if you need to click multiple times to get to helpful content, you may assign a rating of Off-Topic.</p></blockquote>
<p>Una risorsa fuori tema per la query viene generalmente classificata come &#8220;Non rilevante&#8221; se contiene un link ad una pagina più appropriata per la query, tuttavia <strong>se il link è difficile da individuare la risorsa può essere declassata</strong> a Fuori tema.</p>
<blockquote><p>In many cases, when there is a mismatch between the Task Location and the country domain of the page, you will need to lower the rating for the page.</p></blockquote>
<p>L&#8217;estensione (il TLD) del dominio ha un peso nella valutazione: le risorse ospitate sotto un TLD specifico non pertinente alla lingua indicata per il task, vengono declassate. <strong>Meglio un TLD generico</strong>, quindi?</p>
<blockquote><p>Major cosmopolitan cities are preferred targets for spammers, especially hotel affiliates. Such results should be labeled as Spam, even if they have relevance to the query</p></blockquote>
<p><strong>Nessuna pietà</strong> per le pagine costituite <strong>esclusivamente da affiliazioni</strong>: anche se a tema, sono da considerarsi Spam.</p>
<blockquote><p>Pages should generally not be marked Spam if they provide added value. Added value refers to original or other useful content on the page, regardless of whether there are PPC ads. Examples of content that provides added value include &#8230; Price comparison functionality: Even though the user has to go to another site via the affiliate link to place an order, there is value to have price comparisons right there on the page.</p></blockquote>
<p>Quanto detto sopra, <strong>non si applica</strong> ai comparatori di prezzo: questo tipo di risorse <strong>offre valore aggiunto</strong> all&#8217;utente, quindi non è spam.</p>
<blockquote><p>(Scraped Content that is not Spam) Lyrics, poems, ringtones (that the user programs rather than downloads), quotes, and proverbs have no central authority. When you see pages with this content, you cannot judge it to have been copied, and the pages should not be assigned a Spam label.</p></blockquote>
<p>Allo stesso modo, <strong>non si può considerare spam</strong> nemmeno una pagina che riporta <strong>informazioni duplicate</strong> come testi di canzoni, poesie, proverbi ed altri contenuti dei quali <strong>nessuno può reclamare la paternità</strong>.</p>
<blockquote><p>If you suspect a Sneaky Redirect has taken place, you should check who is the registrant (or owner) of the two domains. If the registrant is the same, the redirect is not sneaky. [...] Compare the domain registrants for each URL. If you find that the two URLs have the same domain registrant, you will conclude that the page is not Spam. If they are different, it is probably Spam.</p></blockquote>
<p>I <strong>redirect</strong> non vanno classificati come <strong>ingannevoli</strong> se non portano ad un <strong>dominio differente</strong>. Non sono ingannevoli neppure se il dominio è differente, ma <strong>l&#8217;Owner è il medesimo</strong>.</p>
<blockquote><p>Some webmasters employ CSS (Cascading Style Sheets) to transform text into minute size or to hide it. Such ploys are not easy to spot, and identifying them by disabling this feature is an advanced technique and is totally optional.</p></blockquote>
<p>Per individuare il testo nascosto affidatevi al CTRL+A, alle copie cache e alla visualizzazione senza eseguire i Javascript. I controlli con i CSS disabilitati sono del tutto <strong>facoltativi</strong> (per non parlare dei redirect e di altri giochetti lato server).</p>
<blockquote><p>If I remove the copied content, scraped news feeds, fake forums and blogs, thin affiliate links, parked/expired domain links, and all that is left are PPC ads and sponsored links, the page is probably spam.</p></blockquote>
<p>Questa è <strong>da incorniciare</strong>: &#8220;<em>se da una pagina tolgo il contenuto copiato altrove, le news inserite includendo feed altrui, il contenuto finto (qui si intende machine-generated, ndr.), i link di affiliazione, e se a quel punto tutto ciò che resta sono annunci PPC e link sponsorizzati, allora quasi sicuramente quella pagina è Spam</em>&#8220;.</p>
<p>Queste sono alcune delle cose che mi hanno colpito: il resto, ve lo lascio scoprire da soli. <strong>Buona lettura</strong> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Nota Bene</h3>
<p>Non vorrei che sulla base di queste informazioni qualcuno si sentisse autorizzato a pensare che, ad esempio, il testo nascosto via CSS o i redirect ingannevoli attraverso domini intestati allo stesso proprietario siano tecniche di &#8220;spam sicuro&#8221;.</p>
<p>Non va mai dimenticato che queste <strong>sono solo linee guida dedicate ai quality raters</strong>, e che questi non sono quasi mai specialisti del webmastering: Google lo sa, e <strong>non si affida solo a loro per individuare lo spam</strong>: ci sono i controlli algoritmici (sia a campione che automatici), i controlli da parte di personale più qualificato, le segnalazioni dei webmaster, e perfino un intero <strong>team</strong> (capeggiato da <a href="http://www.mattcutts.com/blog/">Matt Cutts</a>) dedicato alla <strong>lotta allo spam</strong>.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=YaO0kL"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=YaO0kL" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=Qyy6bl"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=Qyy6bl" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=V6MIMl"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=V6MIMl" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=zr4m6L"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=zr4m6L" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?a=4nsmoL"><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~f/Petro?i=4nsmoL" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~4/382459784" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mauriziopetrone.com/blog/quality-rating-la-guida-di-google-svelata/feed/</wfw:commentRss>
		<feedburner:origLink>http://www.mauriziopetrone.com/blog/quality-rating-la-guida-di-google-svelata/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Hotlink? No, Backlink!</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/382459785/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/hotlink-no-backlink/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 21:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[hotlink]]></category>

		<category><![CDATA[immagini]]></category>

		<category><![CDATA[link building]]></category>

		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/hotlink-no-backlink/</guid>
		<description><![CDATA[Due tecniche (di cui una inventata da me) per generare backlink a partire dalle proprie immagini che ricevono traffico dai motori di ricerca come Google Immagini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>2 modi per convertire i prossimi Hotlink verso le tue immagini in Backlink &quot;puliti&quot; (con Anchor text scelto da te).</h1>
<p>Come promesso nel precedente post, oggi vi presento la traduzione dell&#8217;articolo che ho preparato come contributo per il progetto <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/news/i-segreti-del-link-building/">Link Building Secrets</a>, di cui ho scritto ieri.<br />
Passiamo subito al sodo, che l&#8217;articolo è lungo. Buona lettura!</p>
<p><b>I Contenuti di questo articolo:</b></p>
<ul>
<li><a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/hotlink-no-backlink/#intro">Introduzione alle ricerche di immagini e alla pratica dell&#8217;hotlinking</a></li>
<li><a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/hotlink-no-backlink/#method1">Come ottenere link dalle ricerche per immagini finalizzate all&#8217;hotlink - Modo 1:<br/><b>La Landing Page Fantasma</b></a></li>
<li><a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/hotlink-no-backlink/#method2">Come ottenere link dalle ricerche per immagini finalizzate all&#8217;hotlink - Modo 2:<br/><b>Immagini con URL &#8220;Magici&#8221;</b></a></li>
<li><a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/hotlink-no-backlink/#final">Considerazioni conclusive</a></li>
</ul>
<h2><a name="intro"></a> Breve introduzione alle ricerche di immagini e all&#8217;hotlinking</h2>
<p>Miei cari SEO,</p>
<p>Concedetemi qualche minuto per descrivere i <b>punti salienti di una situazione ben nota</b>:</p>
<p>Supponiamo che abbiate un sito <b>con tante belle immagini e fotografie</b>. Da bravi SEO, avete ottimizzato ognuna di queste immagini al meglio, e quando le persone eseguono le loro ricerche  nel proprio motore di ricerca di immagini preferito (che in Italia &egrave; <a href="http://images.google.it/" rel="nofollow">Google Ricerca Immagini</a>), <b>trovano le vostre immagini ai primissimi posti nelle SERP</b>:</p>
<p><img src="/blog/wp-content/uploads/1-serp.jpg" alt="Google Images Search Results Page"></p>
<p>Voi, o il vostro cliente, siete felici di ricevere cos&igrave; traffico in quantit&agrave; dai click provenienti dalle ricerche di immagini.</p>
<p>Tuttavia, non &egrave; tutto cos&igrave; bello come sembra. Infatti, come sicuramente saprete, molti webmaster e blogger pigri passano il loro tempo a cercare immagini solo per inserirle, tramite un <b>hotlink</b> dal vostro server, nelle loro pagine web.</p>
<p>Quando qualcuno crea un hotlink ad una vostra immagine, fa questo: </p>
<ol>
<li>Usa la vostra immagine o foto senza chiedervi il permesso (cosa che voi o il vostro cliente potreste anche ritenere accettabile),</li>
<li>Consuma la vostra banda (che ha un costo): pi&ugrave; visite riceve il suo sito, pi&ugrave; alti saranno i costi di banda per voi</li>
<li>Quasi sempre <b>omette l&#8217;attribuzione, e praticamente mai include un link al vostro sito</b>: <em>in questo articolo vi spiegher&ograve; proprio come reagire a quest&#8217;ultimo punto</em>.</li>
</ol>
<p>Nota: <b>bloccare l&#8217;hotlinking delle immagini</b> (&egrave; possibile farlo lato server, vietandone l&#8217;accesso se il Referrer HTTP non appartiene al proprio hostname) non &egrave; una buona idea a mio parere. Un&#8217;alternativa valida consiste nel sostituire l&#8217;immagine con una versione contenente un watermark in caso di hotlinking -facendo quindi <em>branding</em>- ma qui abbiamo l&#8217;opportunit&agrave; di guadagnare un backlink: perch&eacute; sprecarla, dunque?</p>
<h2>Le immagini che ricevono traffico dalle ricerche sono un&#8217;opportunit&agrave; per ottenere backlink con poco sforzo</h2>
<p>Google Immagini &egrave; la risorsa dalla quale ricevo la maggior parte del traffico verso le immagini, ed un mio studio evidenzia quanto segue: <b>quando un utente &egrave; interessato a visitare il sito web</b>, di solito lo naviga all&#8217;interno del frameset creato da Google (oppure rimuove il frame superiore con l&#8217;apposito link); ma quando <b>l&#8217;utente &egrave; interessato a prendere l&#8217;immagine per creare un hotlink</b>, o per scaricarla sul proprio computer, normalmente clicca sulla versione rimpicciolita dell&#8217;immagine che si trova nella parte superiore del frameset di Google.</p>
<p><img src="/blog/wp-content/uploads/2-click.jpg" alt="Click on an Image from a Google Image SERP"></p>
<p>In quest&#8217;ultimo caso, il vostro server invia al client solamente l&#8217;immagine (ovvero, il browser richiama il file immagine direttamente) e il campo HTTP REFERER risulta contenere un URL del tipo <em>images.google.com/bla-bla-bla</em>.</p>
<p>Se si controlla quel che accade e che cosa viene servito ai client in seguito ai click di questo tipo, si ha un potente modo (anzi, due!) per far s&igrave; che una parte significativa dei webmaster che cercano, trovano e <em>hotlinkano</em> le immagini contestualmente <b>creino backlink al sito con un anchor text a propria scelta</b>.</p>
<p>Quello che succede in seguito ad un click di questo tipo &egrave; reso pressapoco cos&igrave;:</p>
<p><img src="/blog/wp-content/uploads/3-image.jpg" alt="The browser calls the image alone, at its indexed URL"></p>
<p>L&#8217;utente vede l&#8217;immagine, e <b>se desidera creare un hotlink l&#8217;unica cosa che deve fare</b> (anzi, l&#8217;unica cosa che pu&ograve; fare a questo punto) consiste nel <b>copiare l&#8217;URL dalla barra degli indirizzi</b> del suo browser, e copiarla all&#8217;interno dell&#8217;attributo SRC del suo tag &lt;IMG&gt; nel sorgente HTML (oppure nella porzione del suo CMS che far&agrave; questo lavoro per lui, ma &egrave; quasi la stessa cosa).</p>
<p>Nel mio articolo illustrer&ograve; due tecniche -di cui <b>una inedita</b>- che costituiscono un&#8217;opportunit&agrave; per costruire la vostra link popularity a partire dal traffico che ricevete dalle ricerche di immagini. In entrambi i casi dovrete affrontare un po&#8217; di <em>server side scripting</em>, e in un caso particolare dovrete anche riconfigurare il vostro server web. Siete pronti?</p>
<h2 class="red"><a name="method1"></a>MODO UNO</h2>
<h2>La Landing Page Fantasma</h2>
<p>Questa tecnica &egrave; gi&agrave; stata  descritta in passato da altri, tuttavia non &egrave; ancora molto conosciuta, n&egrave; utilizzata.</p>
<p>&#8220;Fantasma&#8221; &egrave; la traduzione di &#8220;cloaked&#8221; - e, no, anche se leggete &quot;cloaking&quot;, <b>non si tratta di una tecnica black hat</b>: non inganna l&#8217;utente, ma gli presentera sostanzialmente lo stesso contenuto che si aspetta di visualizzare in seguito al suo click sulla SERP (con l&#8217;unica aggiunta di una piccola call-to-action).</p>
<p>Il metodo consiste nel servire, alle richieste che mostrano una SERP di immagini come referrer, una landing page che contiene l&#8217;immagine, in luogo della sola immagine in s&egrave;.</p>
<p><img src="/blog/wp-content/uploads/4-cloakedlanding.jpg" alt="The cloaked Image Landing Page"></p>
<p>La landing pu&ograve; essere anche molto semplice, limitandosi ad aggiungere vicino all&#8217;immagine un messaggio del tipo <em>&#8220;copia il codice per inserire questa immagine nelle tue pagine web&#8221;</em> ed il relativo codice HTML, oppure pu&ograve; essere pi&ugrave; complessa - ma l&#8217;obiettivo resta uguale: l&#8217;utente dovrebbe prelevare l&#8217;HTML che genera l&#8217;hotlink all&#8217;immagine ed il backlink testuale a seguire, invece di limitarsi a copiare l&#8217;URL dell&#8217;immagine.</p>
<p class="red"><b>Efficacia</b>: da Medio-Bassa a Quasi Nulla (dipende principalmente dalla qualit&agrave; della landing <b>-e-</b> dall&#8217;appeal dell&#8217;immagine)<br/><br />
<b>Correttezza</b>: Alta (ci si limita ad aggiungere una call-to-action ed un po&#8217; di codice al contenuto grafico richiesto dall&#8217;utente)<br/><br />
<b>Difficolt&agrave;</b>: Media oppure Bassa (dipende perlopi&ugrave; dalla variet&agrave; di formati e dalla residenza fisica delle immagini sul server)</p>
<h3>COME SI FA</h3>
<p>Fondamentalmente, si deve fare in modo, attraverso un <b>rewrite</b>, che le richieste di immagini vengano dirottate su uno script di controllo. Lo script si occuper&agrave; di riconoscere la provenienza dell&#8217;utente, quindi agir&agrave; di conseguenza: mostrer&agrave; agli utenti provenienti dalle ricerche immagini una landing page contenente l&#8217;immagine trovata, mentre continuer&agrave; a servire l&#8217;immagine come al solito agli utenti regolari.</p>
<p>Se il vostro server fa girare Apache con PHP e avete la possibilit&agrave; di usare il file <b>.htaccess</b>, compilatelo come segue:</p>
<pre>RewriteEngine On
RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC]
RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT]</pre>
<p>Questa sintassi dir&agrave; al vostro web server che quando riceve richieste di URL che terminano con un punto (.) seguito da &#8220;jpg&#8221;, &#8220;jpeg&#8221;, &#8220;gif&#8221;, &#8220;png&#8221; o &#8220;bmp&#8221; -case insensitive-, la risorsa a cui si deve riferire &egrave; in realt&agrave; il file &#8220;/script.php&#8221;. A questo script verr&agrave; inoltre passato l&#8217;intero REQUEST_URI (l&#8217;URL richiamato inizialmente) come valore del parametro &#8220;imgpath&#8221;, nella sua querystring.</p>
<p>A questo punto, all&#8217;interno di <b>script.php</b> controllerete i valore HTTP REFERER, e nel caso in cui questo contenga la stringa &#8220;images.google.com&#8221; (o qualsiasi altro motore di ricerca di immagini vogliate riconoscere) lo script mostrer&agrave; la landing. In qualsiasi altro caso, come richieste dirette o richieste provenienti dal vostro stesso sito, l&#8217;immagine verr&agrave; mostrata come al solito al medesimo indirizzo.</p>
<p>Di seguito, un esempio del codice basilare di <b>script.php</b> (prestate attenzione ai commenti):</p>
<p><!-- PHP Syntax Highlighter is here: http://www.w3clubs.com/sp/hilite/hi_test1.php --></p>
<pre><span style="color:#0000bb">&lt;?php
</span><span style="color:#ff8000">// Inserite in questo array qualsiasi sottostringa identifichi un motore di ricerca di immagini:
</span><span style="color:#0000bb">$hr </span><span style="color:#007700">= array(</span><span style="color:#dd0000">&quot;images.google&quot;</span><span style="color:#007700">, </span><span style="color:#dd0000">&quot;immagini/preview.cgi&quot;</span><span style="color:#007700">);

</span><span style="color:#ff8000">// L'URL richiesto viene salvato in $imgpath (qui &egrave; opportuno aggiungere qualche controllo di sicurezza)
</span><span style="color:#0000bb">$imgpath </span><span style="color:#007700">= </span><span style="color:#0000bb">$_GET</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;imgpath&quot;</span><span style="color:#007700">];

</span><span style="color:#ff8000">// Ciclo l'array
</span><span style="color:#007700">foreach(</span><span style="color:#0000bb">$hr </span><span style="color:#007700">as </span><span style="color:#0000bb">$imgreferrer</span><span style="color:#007700">) {

  </span><span style="color:#0000bb">$found </span><span style="color:#007700">= </span><span style="color:#0000bb">strpos</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#0000bb">$_SERVER</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;HTTP_REFERER&quot;</span><span style="color:#007700">], </span><span style="color:#0000bb">$imgreferrer</span><span style="color:#007700">);</span><span style="color:#ff8000"> // Controllo il referrer rilevato</span><span style="color:#007700">

  if (</span><span style="color:#0000bb">$found </span><span style="color:#007700">!== </span><span style="color:#0000bb">false</span><span style="color:#007700">) {
    </span><span style="color:#ff8000">// Se viene riconosciuto un URL di un motore di ricerca immagini nell'HTTP REFERER, mostro la landing:
</span><span style="color:#000000"><span style="color:#007700">  </span></span><span style="color:#ff8000">  </span><span style="color:#0000bb">header</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#dd0000">&quot;Content-type: text/html&quot;</span><span style="color:#007700">);
  <span style="color:#000000">  </span></span><span style="color:#0000bb">?&gt;
</span>
  <span style="color:#007700">  </span>&lt;!-- scrivi qui il codice HTML della tua landing page, oppure inserisci un redirect alla landing: --&gt;
  <span style="color:#007700">  </span>&lt;h1&gt;Codice per inserire l'immagine nella tua pagina web:&lt;/h1&gt;
    [[Qui va il codice HTML da copiare per creare l'hotlink e il backlink testuale]]
  <span style="color:#007700">  </span>&lt;img src=&quot;<span style="color:#0000bb">&lt;?php </span><span style="color:#007700">echo </span><span style="color:#0000bb">$imgpath</span><span style="color:#007700">; </span><span style="color:#0000bb">?&gt;</span>&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;

  <span style="color:#007700">  </span><span style="color:#0000bb">&lt;?php
</span><span style="color:#000000"><span style="color:#007700">  </span></span><span style="color:#0000bb">  </span><span style="color:#007700">die(); </span><span style="color:#ff8000">// Ferma il loop e lo script a questo punto
  </span><span style="color:#007700">}
} <span style="color:#ff8000">// Fine del loop</span>

</span><span style="color:#ff8000">// Se non ci sono stati riconoscimenti, servi l'immagine normalmente:
</span><span style="color:#0000bb">header</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#dd0000">&quot;Content-type: image/jpeg&quot;</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l'immagine
</span><span style="color:#007700">echo </span><span style="color:#0000bb">file_get_contents</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#0000bb">$imgpath</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()

</span><span style="color:#0000bb">?&gt;</span></pre>
<p>Questo script si occuper&agrave; da ora in poi di servire l&#8217;immagine o la landing page pi&ugrave; l&#8217;immagine, a seconda dei casi.</p>
<p>&Egrave; tutto: non vi resta che testare quale versione della landing page funziona meglio. Trovate quella che convince pi&ugrave; utenti a prelevare il vostro codice con il backlink gi&agrave; incluso per inserire le immagini nelle loro pagine web (ma non dimenticatevi di tracciare le azioni compiute sulla landing!)</p>
<p><em>Nota: se le vostre immagini sono fornite attraverso un CMS che magari si appoggia ad un database, probabilmente dovrete apportare delle modifiche al sistema descritto per renderlo compatibile col vostro CMS.</em></p>
<h2 class="red"><a name="method2"></a>MODO DUE</h2>
<h2>Immagini con URL &#8220;Magici&#8221;</h2>
<p>Stando alle informazioni in mio possesso, <b>questa tecnica innovativa non &egrave; mai stata descritta prima d&#8217;ora</b>  (anzi, credo che nessuno l&#8217;abbia mai usata, ancora). Se avete informazioni che smentiscono questa affermazione, lasciatele nei commenti <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><b>Diciamoci la verit&agrave;</b>: per quanto possiate esser bravi a costruire la landing page suggerita poc&#8217;anzi, la grande maggioranza dei webmaster non vi prester&agrave; attenzione: vi &#8220;ruberanno&#8221; comunque l&#8217;immagine con un hotlink, senza darvi in cambio link n&egrave; attribuzione, lasciandovi soli a fare i conti con le vostre spese per la banda.</p>
<p>&Egrave; <em>deprimente</em>, non &egrave; cos&igrave;?</p>
<p>E se invece voi aveste un modo per&#8230; diciamo&#8230; COSTRINGERLI a darvi ugualmente un backlink quando vi <em>hotlinkano</em>, &#8220;combattendoli&#8221; sul loro stesso campo di battaglia?</p>
<p>Se, per esempio, vi dicessi che c&#8217;&egrave; un modo per <b>scrivere direttamente nell&#8217;URL dell&#8217;immagine, che i webmaster copiano</b> dalla barra degli indirizzi, <b>un codice HTML che, incollato in una pagina web, crea il backlink</b> anche se il webmaster di turno voleva solo creare un hotlink all&#8217;immagine sul proprio sito?</p>
<p>Guardate lo screenshot (avete gi&agrave; capito?):</p>
<p><img src="/blog/wp-content/uploads/5-linkinurl.jpg" alt="Backlink HTML code in the URL Address Bar"></p>
<p>Ebbene, ve lo dico: ESISTE UN MODO PER FARE CI&Ograve; (&egrave; difficile, ma funziona molto bene)!</p>
<h3>La Logica dell&#8217;URL Magico</h3>
<p>Ecco il principio di funzionamento delle Immagini con URL Magici: </p>
<ol>
<li>Un webmaster cerca un&#8217;immagine con l&#8217;intenzione di creare un hotlink: trova la vostra sul motore di ricerca, e vi clicca</li>
<li>Voi sapete, dal referrer, che arriva da <em>http://images.google.com/bla-bla-bla</em> (o un qualsiasi altro motore tra quelli che avete scelto)</li>
<li>In questo caso, e solo in questo, voi modificate l&#8217;URL visualizzato dell&#8217;immagine che vede, da cos&igrave;
<pre>http://example.com/image.jpg</pre>
<p>  a cos&igrave; (&egrave; solo l&#8217;URL a cambiare, non il contenuto dell&#8217;immagine):</p>
<pre>http://example.com/image.jpg?foo=&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.example.com&quot;&gt;Anchortext&lt;/a&gt;</pre>
</li>
<li>L&#8217;utente <b>copia questo URL e lo incolla nella sua pagina web</b> (lo incoller&agrave; all&#8217;interno dell&#8217;attributo SRC del suo tag &lt;IMG&gt;)</li>
<li>Il suo codice HTML diventa da cos&igrave;
<pre>&lt;img src=&quot;http://example.com/image.jpg&quot;&gt;</pre>
<p>  a cos&igrave; <em>(notate la prima chiusura del tag IMG: sta prima del codice del link)</em>:</p>
<pre>&lt;img src=&quot;http://example.com/image.jpg<span style="background:#ff0">?foo=&quot;&gt;</span><span style="background:#0ff">&lt;a href=&quot;http://www.example.com&quot;&gt;Anchortext&lt;/a&gt;</span><span style="background:#ff0">&quot;&gt;</span></pre>
</li>
<li>La pagina web dell&#8217;utente presenter&agrave;  un hotlink funzionante alla vostra immagine, <b>ma anche un link testuale cliccabile</b> appena dopo l&#8217;hotlink (e il codice HTML del link si trover&agrave; <b>fuori dal tag immagine</b>)!</li>
</ol>
<p class="red"><b>Efficacia</b>: Alta (La maggior parte degli utenti non noter&agrave; la &#8220;stranezza&#8221; nell&#8217;URL dell&#8217;immagine, e spesso non far&agrave; caso a cosa c&#8217;&egrave; nella propria pagina), ma dipende dal target di riferimento</p>
<p>  <b>Correttezza</b>: Molto bassa a mio parere (Si tratta di agire contro la volont&agrave; degli utenti, ingannandoli, e causando oltretutto anche piccoli problemi nel design delle loro pagine web)<br/><br />
  <b>Difficolt&agrave;</b>: Alta (&Egrave; necessario mettere le mani in diversi punti nei file del sito ed in quelli di configurazione del server)</p>
<h4>Pro</h4>
<ul>
<li>Funziona benissimo, il che significa Molti Backlink da fonti nuove e diverse (che si traducono in un vantaggio competitivo per voi)</li>
</ul>
<h4>Contro</h4>
<ul>
<li>&Egrave; necessario creare una pagina intermedia per forzare un redirect in Javascript</li>
<li>Per non complicarti ulteriormente la vita dovrai richiamare l&#8217;immagine, nella versione con URL Magico, aggiungendo una querystring con un parametro &#8220;fuffa&#8221; - e sar&agrave; questo l&#8217;URL al quale  verr&agrave; <em>hotlinkata</em> l&#8217;immagine</li>
<li>Funziona solo con Microsoft Internet Explorer (anche la nuova versione 7)</li>
<li>Per quel che ne so, non funziona con Apache nelle versioni della serie 2</li>
<li>Potresti generare conflitti nel setup del tuo web server (solo in Apache, la possibilit&agrave; &egrave; remota)</li>
<li>Potresti dover affrontare potenziali buchi di sicurezza nel tuo web server (di nuovo, solo Apache)</li>
<li>Potrai fornire solo un <b>anchor text privo di spazi</b> per il backlink con il tuo URL magico (ancora una volta solo Apache, non si ha questa limitazione con i server Microsoft IIS 5.0)</li>
<li>&Egrave; moralmente scorretto. <em>(ma qui, lo sono anche gli hotlinkers&#8230;)</em></li>
</ul>
<h3>COME SI FA</h3>
<h4>Pre-requisiti</h4>
<p>Come anticipato, questa tecnica necessita di alcune configurazioni specifiche (ma molto comuni) del web server e del client browser per funzionare.</p>
<p>Riguardo al <b>client</b>, qualsiasi versione di Microsoft Internet Explorer (MSIE) dalla 5 to 7 &egrave; adatta. Ho testato il tutto in ambiente Windows XP (quindi parliamo dell&#8217;ambiente di gran lunga pi&ugrave; utilizzato, oggi, in ambito di web surfing).</p>
<p>Riguardo al <b>server</b>:</p>
<ul>
<li>Ho condotto i miei test con un web server Apache 1.3.33, ma dovrebbe funzionare con qualsiasi Apache della serie 1.3 a partire dalla versione 1.3.27 (dovrebbero andar bene anche versioni precedenti). Per ogni test il protocollo attivo per default era HTTP/1.1 (il pi&ugrave; comune).</li>
<li>Dovrai editare il tuo file di configurazione httpd.conf (.htaccess da solo non &egrave; sufficiente) &ndash; e applicando ci&ograve; che vado a descrivere, stai probabilmente esponendo il tuo server a buchi di sicurezza a meno che tu non sappia ESATTAMENTE ci&ograve; che stai facendo&#8230; Presta attenzione, e se non sei sicuro chiedi al tuo reparto IT, prima di applicare modifiche su un server in produzione.</li>
<li>Sulle macchine Windows/IIS non dovresti avere questi problemi, e probabilmente non avrai bisogno di apportare modifiche alla tua configurazione (ho eseguito i miei test con server Microsoft IIS versione 5.0).</li>
</ul>
<h4>Cosa c&#8217;&egrave; dietro la tecnica dell&#8217;URL Magico</h4>
<p>Questo trucco &egrave; possibile dal momento che <b>Internet Explorer non esegue l&#8217;escape</b> di alcuni caratteri (inclusi gli spazi) negli URL in determinate circostanze: infatti, IE esegue l&#8217;escape degli spazi (li trasforma in &#8220;<em>%20</em>&#8220;) sia in seguito a redirect server-side e sia in presenza di redirect con Meta Refresh, anche quando gli spazi nell&#8217;URL di destinazione sono serviti senza codifica, ma -attenzione- <b>non esegue l&#8217;escape degli spazi e di altri caratteri in seguito a redirezioni in Javascript</b> (invece Firefox, per esempio, esegue sempre l&#8217;escape).</p>
<p>Questo comportamento verr&agrave; sfruttato predisponendo una pagina intermedia con un Javascript che rediriger&agrave; ogni immagine che riceve un click da una SERP di immagini (<em>controlleremo questa condizione lato server grazie al solito rewrite</em>) verso lo stesso URL immagine, ma aggiungeremo a quest&#8217;ultimo una querystring, <b> priva di escape</b>, con un parametro &#8220;fuffa&#8221; che contiene il nostro HTML &#8220;subdolo&#8221; (<em>il quale, se copiato dentro l&#8217;attributo SRC di un tag IMG, lo chiuder&agrave; ed aggiunger&agrave;, dopo la chiusura, il codice del backlink, come descrito sopra</em>).</p>
<p>Il parametro &#8220;fuffa&#8221; &egrave; necessario, perch&egrave; &egrave; di gran lunga pi&ugrave; semplice <b>mantenere invariato il nome del file immagine</b> lasciando l&#8217;HTML &#8220;magico&#8221; all&#8217;interno solo della querystring (altrimenti, dovreste modificare ulteriormente il rewrite).</p>
<p>Inoltre, in Apache sar&agrave; necessario disabilitare il Controllo dell&#8217;Integrit&agrave; del Protocollo (Protocol Integrity Check). Se lasciassimo attivo questo controllo (che &egrave; il comportamento di default in Apache a partire 1.3.27), Apache leggerebbe la parte di URL che segue il carattere &#8220;spazio&#8221; nella richiesta come se fosse l&#8217;indicazione del protocollo HTTP, e questo genererebbe un errore <b>HTTP 400 - Bad Request</b>, in quanto di fatto viene dichiarato un protocollo HTTP non valido. </p>
<p>Quanto descritto &egrave; anche la ragione per la quale si pu&ograve; fornire solo un anchor text privo di spazi: si ha a disposizione un solo spazio (quello prima di ci&ograve; che viene interpretato come protocollo HTTP da Apache), e lo dovremo utilizzare per separare &#8220;a&#8221; da &#8220;href&#8221; nell&#8217;URL magico. Ogni ulteriore spazio verrebbe codificato in <em>%20</em> prima di essere inviato al client (tutto ci&ograve; non si applica a Microsoft IIS 5.0)</p>
<h4>Il Set-up </h4>
<p>Come nell&#8217;esempio precedente della &#8220;Landing Page Fantasma&#8221;, &egrave; innanzitutto necessario eseguire un <b>rewrite</b> di tutte le immagini in modo da servirle attraverso uno script di controllo. &Egrave; possibile utilizzare il file <b>.htaccess</b> come illustrato in precedenza, solo che questa volta &egrave; meglio aggiungere un controllo condizionale sull&#8217;user agent del browser (che per&ograve; pu&ograve; trovarsi anche nello script.php, se volete):</p>
<pre>RewriteEngine On
<b>RewriteCond %{HTTP_USER_AGENT} ^MSIE.*</b>
RewriteCond %{REQUEST_URI} (.*)\.(jpg|jpeg|gif|png|bmp)$ [NC]
RewriteRule (.*) /script.php?imgpath=$1 [PT]
</pre>
<p>A questo punto si pu&ograve; usare lo <b>script.php</b> illustrato in precedenza, con qualche modifica (si veda il codice di esempio pi&ugrave; in basso).</p>
<p>Questa volta per&ograve;, invece di mostrare la landing page, eseguiremo un redirect verso un altro script chiamato <b>magic.php</b>: questo script legger&agrave; il percorso dell&#8217;immagine richiesta dal parametro &#8220;imgpath&#8221;, nella propria querystring.</p>
<p>Tale file magic.php, all&#8217;evento Body Onload, richiamer&agrave; una funzione javascript, la quale rediriger&agrave; il client verso l&#8217;immagine inizialmente richiesta, che gli verr&agrave; passata come parametro (&#8221;imgpath&#8221;), ma appender&agrave; all&#8217;URL di tale immagine un parametro &#8220;fuffa&#8221; che contiene il codice per generare il backlink. L&#8217;URL di destinazione verr&agrave; fornito e <b>mantenuto unescaped</b>.</p>
<p>Ecco il codice di <b>magic.php</b> (dove va cambiato l&#8217;anchor text e l&#8217;URL di destinazione desiderati):</p>
<pre><span style="color:#0000bb">&lt;?php
</span><span style="color:#ff8000">// Aggiungi i tuoi controlli di sicurezza qui!
</span><span style="color:#0000bb">$imgpath </span><span style="color:#007700">= </span><span style="color:#0000bb">$_GET</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;imgpath&quot;</span><span style="color:#007700">];
</span><span style="color:#0000bb">?&gt;

</span>&lt;head&gt;
&lt;script&gt;
function imglink () {
  // HTML Entities for blank spaces are:   &amp;nbsp;   &amp;#160;   \xa0
  location.href=&quot;<span style="color:#0000bb">&lt;?php </span><span style="color:#007700">echo </span><span style="color:#0000bb">$imgpath ?&gt;</span>?foo=\&quot;&gt;&lt;a\xa0href=\&quot;http://www.example.com\&quot;&gt;Anchortext&lt;/a&gt;&quot;;
}
&lt;/script&gt;
&lt;/head&gt;
&lt;body onload=&quot;imglink()&quot;&gt;
&lt;/body&gt;</pre>
<p>E adesso andiamo a modificare il file <b>script.php</b> in modo che esegua correttamente la redirezione verso magic.php senza generare un loop infinito (ho commentato solo le parti modificate e quelle pi&ugrave; importanti ):</p>
<pre>
<span style="color:#0000bb">&lt;?php
$hr </span><span style="color:#007700">= array(</span><span style="color:#dd0000">&quot;images.google&quot;</span><span style="color:#007700">, </span><span style="color:#dd0000">&quot;immagini/preview.cgi&quot;</span><span style="color:#007700">);

</span><span style="color:#ff8000">// Qui vanno aggiunti dei controlli di sicurezza!</span>
<span style="color:#0000bb">$imgpath </span><span style="color:#007700">= </span><span style="color:#0000bb">$_GET</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;imgpath&quot;</span><span style="color:#007700">];

</span><span style="color:#0000bb">$browser </span><span style="color:#007700">= </span><span style="color:#0000bb">strpos</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#0000bb">$_SERVER</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;HTTP_USER_AGENT&quot;</span><span style="color:#007700">], </span><span style="color:#dd0000">&quot;MSIE&quot;</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// Un altro browser check</span>
<span style="color:#007700">if (</span><span style="color:#0000bb">$browser </span><span style="color:#007700">!== </span><span style="color:#0000bb">false</span><span style="color:#007700">) { <span style="color:#ff8000">// Se ho riconosciuto Internet Explorer...</span>

  foreach(</span><span style="color:#0000bb">$hr </span><span style="color:#007700">as </span><span style="color:#0000bb">$imgreferrer</span><span style="color:#007700">) {
     </span><span style="color:#0000bb">$found </span><span style="color:#007700">= </span><span style="color:#0000bb">strpos</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#0000bb">$_SERVER</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;HTTP_REFERER&quot;</span><span style="color:#007700">], </span><span style="color:#0000bb">$imgreferrer</span><span style="color:#007700">);
     if (</span><span style="color:#0000bb">$found </span><span style="color:#007700">!== </span><span style="color:#0000bb">false</span><span style="color:#007700">) {

        </span><span style="color:#ff8000">// Se viene riconosciuta una SERP Immagini nel valore di HTTP REFERER, redireziona verso magic.php:
        </span><span style="color:#007700">if(!isset(</span><span style="color:#0000bb">$_GET</span><span style="color:#007700">[</span><span style="color:#dd0000">&quot;foo&quot;</span><span style="color:#007700">])) {

           </span><span style="color:#0000bb">header</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#dd0000">&quot;Location:/magic.php?imgpath=&quot;</span><span style="color:#007700">.</span><span style="color:#0000bb">$imgpath</span><span style="color:#007700">);

        } else { <span style="color:#ff8000">// Se la redirezione verso magic.php ha gi&agrave; avuto luogo, mostra l'immagine:</span>

<span style="color:#007700">           </span></span><span style="color:#0000bb">header</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#dd0000">&quot;Content-type: image/jpeg&quot;</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l'immagine
           </span><span style="color:#007700">echo </span><span style="color:#0000bb">file_get_contents</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#0000bb">$imgpath</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()

        </span><span style="color:#007700">}

      die();
      }
   }
</span><span style="color:#0000bb"><span style="color:#007700">} </span><span style="color:#ff8000">// Fine dell'IF del browser check</span>

header</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#dd0000">&quot;Content-type: image/<span style="color:#dd0000">jpeg</span>&quot;</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// QUI ASSICURATI che il content-type sia quello giusto per l'immagine
</span><span style="color:#007700">echo </span><span style="color:#0000bb">file_get_contents</span><span style="color:#007700">(</span><span style="color:#0000bb">$imgpath</span><span style="color:#007700">); </span><span style="color:#ff8000">// QUI ASSICURATI che il tuo PHP possa aprire URL con file_get_contents()
</span><span style="color:#0000bb">?&gt;</span>
</pre>
<p>A questo punto, se il tuo server gira con <b>Microsoft IIS</b> 5.0 (avevo solo questa versione a disposizione per il test, dovrai provare tu se funziona su altre versioni di IIS), <b>non c&#8217;&egrave; altro da fare</b>.</p>
<p>Se invece il server &egrave; <b>Apache</b>, dovrai aprire il file di configurazione <b>httpd.conf</b> e aggiungere questa riga:</p>
<pre>ProtocolReqCheck off</pre>
<p>Questo flag &egrave; disponibile a partire dalla versione 1.3.27 di Apache e funziona su tutte le versioni successive, fino alla nuova versione 2, ESCLUSA. Per maggiori dettagli al riguardo, vedi <a href="http://www.webmasterworld.com/apache/3345964.htm" rel="nofollow">questo thread su Webmasterworld</a> e la <a href="http://httpd.apache.org/docs/1.3/mod/core.html#protocolreqcheck" rel="nofollow">documentazione di Apache</a>).
</p>
<h2 class="red"><a name="final"></a>Considerazioni conclusive</h2>
<p>Se si hanno immagini ben posizionate e che ricevono traffico dalle SERP, si pu&ograve; usare il primo metodo descritto (<a href="#method1">La Landing Page Fantasma</a>) oppure sfruttare il secondo (<a href="#method2">Le immagini con URL Magico</a>) per ottenere rapidamente backlink verso i propri siti web ed aumentare cos&igrave; la propria Link Popularity &ndash; oppure si pu&ograve; usare una combinazione delle due tecniche.</p>
<p>Quale sia la tecnica migliore va stabilito personalmente in base alla propria abilit&agrave; nel creare landing page, e al proprio senso della morale: <b>fino a che punto &egrave; giusto sfruttare l&#8217;ignoranza degli utenti che creano hotlink per perseguire i propri scopi?</b></p>
<p>&#8230;Ad ogni modo, se volete, <strong>fatemi sapere</strong> se pensate di impiegare queste tecniche, e <strong>quanto le avete trovate efficaci</strong>.</p>
<h4>Post Scriptum</h4>
<p>Se controllate attentamente i backlink che riceve il vostro sito con <a href="https://siteexplorer.search.yahoo.com/" rel="nofollow">Yahoo Site Explorer</a>, vi accorgerete che nella scheda degli InLinks figurano anche pagine che contengono <b>solamente hotlink delle vostre immagini</b> (non &egrave; necessario che includano alcun backlink testuale).<br />
<em>Chiss&agrave; perch&eacute;? <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<h4>Post-Post Scriptum</h4>
<p><strong>Domanda</strong>: a quanti di voi piacerebbe <strong>capire meglio le tecniche</strong> che ho illustrato, osservando una <strong>Demo</strong> online funzionante e <em>accompagnata dai dati sull&#8217;efficacia misurati in un caso reale</em>?<br />
Gli interessati possono &#8220;prenotarsi&#8221; nei commenti!</p>
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		<title>I Segreti del Link Building</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/382459786/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/i-segreti-del-link-building/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 20:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[link building]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/news/i-segreti-del-link-building/</guid>
		<description><![CDATA[Un documento che raccoglie 12 tecniche di link building divulgate nel 2008 da alcuni tra i massimi esperti mondiali del settore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rompo con questo post un silenzio che dura, sul blog che state leggendo, dal dopo-convegno GT (si parla di dicembre, ahimè!).</p>
<p>Lo faccio con una segnalazione di quelle succose, un lavoro collettivo che ha coinvolto alcuni esperti nell&#8217;arte del <a href="/"><strong>link building</strong></a> per diverse settimane.</p>
<p>Prima di passare al dunque, vorrei precisare che nonostante la carenza di aggiornamenti e la scarsità di post, <strong>non ho assolutamente perso interesse in voi</strong>, nè ho intenzione di abbandonare questo mio blog: gli spunti per scrivere non mi mancano affatto, ma ultimamente sono -per così dire- &#8220;in altre faccende affaccendato&#8221;. Non me ne vogliate, tornerò a scrivere con regolarità prima o poi (anche nei forum&#8230;).</p>
<p>Poichè tengo molto a mantenere almeno buona la qualità dei post che vi propongo, preferisco non postare piuttosto che farvi leggere un articolo &#8220;riempitivo&#8221; o &#8220;di ripiego&#8221;. Ma <strong>stavolta la segnalazione merita</strong>, eccome!</p>
<p>Eccovi dunque, senza altri indugi, il <strong>link alla risorsa</strong>: <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/index.php">Link Building Secrets Revealed</a>.</p>
<h3>Che cos&#8217;è &#8220;Link Building Secrets&#8221;?</h3>
<p>&#8220;<em>I segreti del link building</em>&#8221; è in realtà una <strong>raccolta di strategie e di tecniche</strong> utilizzate spesso &#8220;senza clamore&#8221; da alcuni tra i <strong>migliori professionisti mondiali del link building</strong> e della link popularity. Già basterebbe, ma se a questo si aggiunge che buona parte di esse sono state <strong>rese pubbliche per la prima volta</strong> in questo documento&#8230; è quasi superfluo annunciare che la risorsa si è immediatamente guadagnata lo status di <a href="http://sphinn.com/story/32511">Hot su Sphinn</a> (e che io spero che altrettanto possa accadere sul nostrano <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/seotribu-e-il-mio-nuovo-social-network-preferito/">Seotribu</a>).</p>
<h3>Cosa vi troverete di mio</h3>
<p>Ebbene, per quanto mi riguarda, ho avuto anch&#8217;io l&#8217;opportunità e l&#8217;<strong>onore di poter dare il mio contributo</strong> alla conoscenza collettiva, collaborando con molti tra i più celebri e stimati SEO al mondo: ho divulgato un mio piccolo <em>segreto</em>, illustrando nel dettaglio <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/maurizio-petrone.php">due tecniche per ottenere link spontanei a partire dalle immagini</a> già posizionate sui motori di ricerca.</p>
<p><strike>Domani pubblicherò su questo blog</strike> <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/hotlink-no-backlink/">ho pubblicato la traduzione del mio articolo</a> in italiano (preparatevi perchè è lunghetto e piuttosto tecnico&#8230; ma credo ne valga la pena <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ), mentre oggi mi limito a presentare <strong>una panoramica del documento finale</strong> (che nessuno di noi aveva avuto modo di leggere per intero, fino ad oggi pomeriggio&#8230; è marketing anche questo!).</p>
<h3>3 tecniche che mi sono piaciute particolarmente tra quelle presentate</h3>
<ul>
<li><strong>Hamlet Batista</strong> ha intuito che la frequenza di crawling e delle successive indicizzazioni costituisca un fattore che permette di desumere il valore intrinseco di una pagina, in misura maggiore di quanto non lo sia il Pagerank mostrato dalla Toolbar. Applica quindi un <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/hamlet-batista.php">metodo scientifico per calcolare il valore delle pagine sulla base delle date di crawling e delle indicizzazioni</a> al fine di individuare, tra le pagine candidate, quelle più efficaci presso le quali piazzare un link.
<p><em>Hamlet, would you please share your task-automation tool with us?</em> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>Peter Van Der Graaf</strong> illustra come ha ottenuto (in un modo piuttosto black hat, in verità) link mirati verso un sito che, per sua natura, non avrebbe avuto di per se grandi speranze di attirare tali link. La sua <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/peter-van-der-graaf.php">case history descrive la realizzazione di un sito su un argomento completamente diverso da quello che intendeva promuovere</a>: la sua abilità sta nell&#8217;averlo costruito in modo che fosse facile attirare link con le keyword a cui puntava in realtà il sito da spingere, pur usando queste stesse parole in ambiti semanticamente distanti, ma più &#8220;link friendly&#8221;. Tramite cloaking, poi, ha &#8220;spostato&#8221; questi link sul vero obiettivo. E lo ha fatto dimostrando una buona dose di fantasia e umorismo <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>Michael Gray</strong> l&#8217;ha presa più &#8220;soft&#8221;, ed ha spiegato come in realtà in molti casi basti <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/michael-gray.php">creare un contenuto &#8220;linkbait&#8221; ed ospitare al suo URL il contenuto commerciale</a>, quello che beneficia realmente dei link in ingresso, in un secondo momento, eventualmente spostando il contenuto che si è guadagnato i link su una nuova pagina&#8230; senza operare coi 301.
<p><em>Ricalca un po&#8217; la strategia che avevo messo in atto nell&#8217;ultimo SEO Contest al quale ho partecipato, per chi se la ricorda</em> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<h3>Una breve carrellata degli altri contributi</h3>
<ul>
<li><strong>Rand Fishkin</strong> suggerisce che il modo per <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/rand-fishkin.php">acquistare link al di sopra di ogni sospetto</a> sia sponsorizzare eventi di vario genere, o effettuare donazioni per scopi più nobili.</li>
<li><strong>Jim Boykin</strong> teorizza che, anche sulla base dei dati di utilizzo delle pagine acquisite da Google, <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/jim-boykin.php">una maggiore percentuale di clic sui link attribuisca loro una maggior valenza</a> rispetto a quella attribuita invece ai link che non clicca nessuno.
<p><em>Questa mi pare di averla già sentita prounciare da un &#8220;certo&#8221; Piersante Paneghel</em> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>Debra Mastaler</strong> invece <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/debra-mastaler.php">sfrutta i commenti per individuare i blogger più prolifici</a> da seguire, e ai quali proporsi in qualità di guest poster o comunque di content provider.</li>
<li><strong>Patrick Altoft</strong> usa un <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/patrick-altoft.php">cloaking molto astuto per mostrare a Yahoo e MSN link</a> il cui insieme risulterebbe troppo &#8220;aggressivo&#8221; per Google: in questo modo riesce a &#8220;tenersi buono&#8221; BigG, e al contempo a trarre il massimo vantaggio dagli algoritmi degli altri motori di ricerca.</li>
<li><strong>Bob Gladstein</strong> <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/bob-gladstein.php">riassume le tecniche per lui più efficaci</a>, e quelle dalle quali non ha tratto vantaggi significativi, in un pratico riepilogo per punti.</li>
<li><strong>Eric Ward</strong> spiega come <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/eric-ward.php">usare le notifiche Alert di Google per individuare subito, appena vengono create, le pagine che elencano siti simili a quello che sta promuovendo</a> in quel momento, e suggerisce anche un filtro che gli permette di ottenere una lista di risorse più &#8220;in trust&#8221;.</li>
<li><strong>Peter da Vanzo</strong> infine ribadisce il principio secondo il quale <a href="http://www.polepositionmarketing.com/seo-sem/link-building-secrets/peter-da-vanzo.php">chi ospita discussioni accese o temi &#8220;sentiti&#8221;, ottiene naturalmente grandi quantità di link</a> spontanei.</li>
</ul>
<h3>Buona lettura, a domani</h3>
<p>Lascio a voi il piacere di scoprire tutti gli altri i dettagli di ogni singolo articolo: quanto esposto non esaurisce affatto il documento, anzi: questa vuol essere solo una panoramica di presentazione di una risorsa che secondo me ha un grande valore. A proposito, &#8220;quasi&#8221; dimenticavo: un ringraziamento particolare va a Stoney DeGeyter, di PolePositionMarketing.com, per aver reso possibile il tutto.</p>
<p>Noi ci diamo <strong>appuntamento a domani</strong>, per gli approfondimenti ed i commenti su quanto pubblicato dal sottoscritto.</p>
<p>Nel frattempo, <strong>Happy Link Building!</strong> <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Convegno GT più “Link Value Factors”</title>
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		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/convegno-gt-link-value-factors/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 12:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[backlink]]></category>

		<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia presentazione del Convegno GT e la mia partecipazione al documento Link Value Factors.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di ritorno dalla due-giorni del secondo Convegno GT a Firenze, ho finalmente un attimo&#8230; per un post veloce, in 4 punti.</p>
<h4>Il convegno</h4>
<p><strong>Non starò a riassumere</strong> il convegno (i cui contenuti mi sono sembrati complessivamente soddisfacenti: magari mancava un po&#8217; di continuità   tra le sessioni -e qui anch&#8217;io faccio mea culpa- ma alla fine il voto è <strong>positivo</strong>). Se volete saperne di più, vi rimando ai vari blog che già   adesso ne stanno parlando - oltre che al forum stesso.</p>
<h4>I saluti</h4>
<p>Ci tenevo però a fare una cosa: i <strong>saluti</strong>. È stato piacevole  reincontrare tanti amici e colleghi, e dare finalmente un viso a quanti conoscevo finora solo virtualmente. Tra i tanti volti a me nuovi, ho avuto il piacere di conoscere di persona: <a href="http://www.googlerank.com/">Stuart</a>, <a href="http://www.edentitycoach.com/">Alessandro</a>, <a href="http://dentrolapiramide.blogspot.com/">Elena</a> e <a href="http://www.cash-cow.it/">Alberto</a> (nell&#8217;ordine in cui ho stretto loro la mano), oltre a <a href="http://im.digitalhymn.com/">Davide</a>, col quale ho condiviso la sessione assieme con <a href="http://ibridazioni.com/">Gianandrea</a> (ancora complimenti, ragazzi!).</p>
<p>Sicuramente ne sto dimenticando alcuni, ma non è per cattiveria: i presenti erano tanti e non ci siamo scambiati i biglietti da visita <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /><br />
Vi invito quindi a lasciare <strong>un commento al post per farvi riconoscere</strong>. Oltretutto il link nei commenti è pure Follow <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Il valore dei link (<em>Link Value Factors</em>)</h4>
<p>Prima di lasciare gli interessati alla <strong>visione delle slide</strong> che ho presentato al Convegno, <strong>vi segnalo una chicca</strong> della cui imminente pubblicazione mi hanno appena informato.</p>
<p>Si tratta di un documento realizzato a trentaquattro mani da ben 17 SEO da tutto il mondo, esperti in <strong>linking</strong> (tra cui Aaron Wall, Hamlet Batista, Eric Ward e&#8230; il sottoscritto) e pubblicato sul blog di Wiep Knol: <strong><a href="http://wiep.net/link-value-factors/">Link Value Factors</a></strong> è un riassunto tanto valido quanto di agevole lettura di quelli che sono, oggi, i <strong>fattori che determinano l&#8217;importanza e il valore di un backlink</strong>. Il documento è realizzato sulla falsariga dell&#8217;arcinoto <em>Search Engine Ranking Factors</em> pubblicato da SEOMoz, che ha ispirato, prima di questo, il documento sui <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/fattori/2007/">Fattori del posizionamento</a> del Forum GT.</p>
<p>Avevo scritto anche un commento circa i link da siti in lingua diversa, ma non è stato pubblicato&#8230; si vede che per gli anglofoni questa è una <em>non-issue</em>. Vabbè, noi ne abbiamo parlato al Convegno <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4>Le slide dell&#8217;intervento</h4>
<p>Non mi resta che lasciarvi alle <strong>slide del mio intervento</strong> (in attesa di poter rivedere gli interventi in video): spero solo di non averne sparate di troppo grosse <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> e di essere stato utile, almeno a qualcuno.</p>
<p><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=seo-checklist-119724046063434-5"/><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=seo-checklist-119724046063434-5" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object><br />
<small>http://www.slideshare.net/petro/seo-checklist</small></p>
<p>Chi lo desidera, può scaricare la presentazione anche dal mio server: <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-content/uploads/GT_Petro.ppt">SEO Checklist</a>.</p>
<p>A rileggerci <em>presto&#8230; spero</em>!</p>
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		<item>
		<title>Ottimizzare il Title tag: tecniche avanzate</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/382459788/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/ottimizzare-il-title-tag-tecniche-avanzate/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 00:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[copywriting]]></category>

		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<category><![CDATA[title]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/ottimizzare-il-title-tag-tecniche-avanzate/</guid>
		<description><![CDATA[Presentazione di tecniche e strategie di copywriting per l'ottimizzazione del Title.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il tag &lt;title&gt; è l&#8217;elemento più importante di una pagina web di qualità.</p></blockquote>
<p>Vi ricorda qualcosa?<br />
Ai SEO sicuramente, ma questa frase non dovrebbe suonare nuova nemmeno ai webmaster più accorti, dato che <a href="http://www.w3.org/QA/Tips/good-titles">questo consiglio sui title viene dal W3</a> e veniva proposto fino a poco tempo fa come suggerimento del giorno dallo stesso <acronym title="World Wide Web Consortium">W3</acronym>, quando una pagina superava la verifica del validatore del markup.</p>
<p>Oggi vorrei condividere con voi alcuni <strong>accorgimenti</strong> che possono <strong>migliorare le parti di performance di un posizionamento che sono legate al tag &lt;title&gt;</strong>.</p>
<p>Dò per scontato che il mio pubblico conosca le basi dell&#8217;ottimizzazione del tag &lt;title&gt;, quindi <strong>salto a piè pari</strong> tutto il discorso sulla posizione delle keywords e sul loro uso, e <strong>passo subito al succo</strong>.<br />
<em>(Chi invece avesse bisogno di un ripasso, può leggere qualcosa riguardo all&#8217;<a href="http://www.googlerank.com/ita/guida-posizionamento/title-tag.html">ottimizzazione del title</a> e ai <a href="http://get.fastpopularity.com/search_engime_optimization/title_tag_efficaci.php">title tag efficaci</a>, e qualche <a href="http://www.seomarketing.it/html/ottimizzazione-tag-title.html">consiglio sull&#8217;utilizzo del title</a>)</em>.</p>
<h4>Accorgimenti per migliorare il <acronym title="Click Through Rate">CTR</acronym> del proprio risultato nelle <acronym title="Search Engines Results Pages">SERP</acronym></h4>
<ul>
<li><strong>Utilizzate il Persuasive Copywriting</strong><br />
Scrivere titoli che <strong>attirino l&#8217;attenzione</strong> e che siano allo stesso tempo <strong>convincenti, descrittivi e ottimizzati</strong>, restando <strong>entro un limite di caratteri</strong> (elastico) che è la metà di quello di un SMS, non credo si allontani troppo dal concetto di <em>arte</em> o <em>capolavoro</em>.</p>
<p>Non sempre è possibile farlo, ma se lo è non lasciatevi sfuggire l&#8217;opportunità di scrivere titoli prendendo ispirazione da questi esempi di fantasia (<em>dove i grassetti rappresentano ipotetici termini di ricerca</em>):</p>
<blockquote><p><strong>Auto usate</strong>: le <strong>occasioni</strong> che stavi aspettando</p></blockquote>
<p>oppure:</p>
<blockquote><p><strong>Lettori Mp3</strong>: porta <strong>8 gb</strong> di musica con te</p></blockquote>
<p>o ancora, giocate con le parole: un <em>evergreen</em>&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>Ferramenta</strong> - <strong>chiavi</strong> in 5 minuti</p></blockquote>
<p>&#8230;e uno slogan più fine:</p>
<blockquote><p><em>Scopri</em> l&#8217;<strong>intimo donna</strong> più intrigante su <strong>intimodonna</strong>.it</p></blockquote>
<p>Insomma: siate creativi, siate <em>markettari</em>!</li>
<li><strong>Includete simboli grafici in testa al title</strong><br />
In una SERP dove tutti i titoli si assomigliano, <strong>la frase che presenta un elemento grafico spicca</strong> più di altri insiemi di parole.</p>
<p>Le entità HTML codificano <strong>un ampio set di simboli e disegni grafici, utilizzabili nei Title tags</strong>. Per citare qualche caso:</p>
<ul>
<li>Giorgiotave.it ha utilizzato questo: &#9658;</li>
<li>Autostima.net usa quest&#8217;altro: &#8730;</li>
</ul>
<p>In realtà <a href="http://www.cookwood.com/html/extras/entities.html">i simboli utilizzabili sono decine</a>, non avete che da scegliere quello che più si adatta alla vostra pagina.</li>
</ul>
<h4>Un &#8220;trucco&#8221; per ottimizzare il &lt;Title&gt;</h4>
<ul>
<li><strong>Il Length limit push, ovvero Tagliamelo al punto giusto</strong><br />
Questa tecnica si basa su una variabile al di fuori dal nostro controllo, e cioè la lunghezza dopo la quale i motori di ricerca &#8220;tagliano&#8221; il Title per sostituire le parole in eccesso coi classici puntini sospensivi.<strong></p>
<p>Poichè questo limite varia</strong> da motore a motore, da frase a frase, e inoltre potrebbe variare col tempo, vi <strong>sconsiglio di utilizzarla</strong> a meno che non possiate <strong>monitorare costantemente il risultato ed agire in tempi rapidi</strong> in caso di necessità.</p>
<p>La tecnica sta tutta nel riuscire a scrivere nel title una frase che venga tagliata in fase di visualizzazione, ma che venga <strong>tagliata &#8220;al punto giusto&#8221;</strong> per mantenere <strong>a sinistra</strong> una parte ottimizzata che funge da richiamo, prima dei puntini sospensivi, e <strong>a destra</strong> (nella parte invisibile in SERP) alcune keyword ausiliarie.</p>
<p>Assumiamo che oggi tutti i motori taglino i Title a partire dalla parola che comincia oltre il 60° carattere, e vediamo qualche esempio:</p>
<blockquote><p><strong>Auto usate</strong>: <strong>occasioni</strong> di prima e seconda mano, solo per te <strong>Km0</strong> e <strong>automobili usate</strong></p></blockquote>
<p>diventa:</p>
<blockquote><p><strong>Auto usate</strong>: <strong>occasioni</strong> di prima e seconda mano, solo per te &#8230;</p></blockquote>
<p>mantenendo &#8220;<em>over the limit</em>&#8221; le key &#8220;<strong>Km0</strong>&#8221; e &#8220;<strong>automobili usate</strong>&#8220;.</p>
<p>Facciamo un altro esempio:</p>
<blockquote><p><strong>Lettori Mp3</strong>: porta la tua musica con te, migliaia di canzoni in tagli da <strong>2gb</strong>, <strong>4gb</strong>, <strong>8gb</strong></p></blockquote>
<p>diventa:</p>
<blockquote><p><strong>Lettori Mp3</strong>: porta la tua musica con te, migliaia di canzoni &#8230;</p></blockquote>
<p>mantenendo &#8220;<em>over the limit</em>&#8221; le key &#8220;<strong>2gb</strong>&#8220;, &#8220;<strong>4gb</strong>&#8220;, &#8220;<strong>8gb</strong>&#8220;.</p>
<p>Questa tecnica consente di aggiungere chiavi ausiliari al titolo senza renderlo illeggibile, ma ricordatevi che <strong>per essere efficace</strong> la frase deve venir <strong>tagliata nel punto esatto</strong> in cui i puntini aggiunti dal motore la fanno <strong>diventare un consiglio sussurrato</strong>, e non una frase troncata a metà!</li>
</ul>
<p>Spero che le tecniche che ho suggerito possano esservi d&#8217;aiuto. Ovviamente questo post non ha la pretesa di esaurire l&#8217;argomento, per cui se volete aggiungere le vostre tecniche, postate un commento qui o scrivetele direttamente sul vostro blog&#8230; il trackback è ovviamente gradito <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.s. la prossima volta parliamo di <strong>ottimizzazione del meta tag Description</strong>: <em>stay tuned!</em></p>
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		<title>SEO quiz: per un pelo…</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/382459789/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo-quiz-per-un-pelo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 21:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[linkbait]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/seo/seo-quiz-per-un-pelo/</guid>
		<description><![CDATA[Presentazione del SEO Quiz di SeoMoz, e del mio risultato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.seomoz.org/blog" title="Il blog di SEOMoz">SEOmoz</a> ha tirato fuori dal cilindro un&#8217;altra delle sue perle: un <a href="http://www.seomoz.org/seo-expert-quiz">SEO-Quiz in 75 domande</a>.</p>
<p>In realtà è un <strong>linkbait</strong> più che un quiz con reale intento &#8220;scientifico&#8221;, dal momento che alcune domande sono un po&#8217; ambigue e qualche risposta è discutibile&#8230; comunque <strong>è fatto bene,</strong> al punto che Rand Fishkin <a href="http://www.seomoz.org/blog/the-seo-expert-quiz#jtc34237">pensa</a> di utilizzarlo come mezzo per valutare potenziali collaboratori SEO.</p>
<p>Ecco il mio punteggio: per un solo punto percentuale non ho raggiunto il massimo grado&#8230;</p>
<p><a href="http://www.seomoz.org/seo-expert-quiz" style="border: 3px solid #efefef; background: transparent url('http://www.seomoz.org/css/images/quiz/badges/seo_quiz_badge_b.gif') repeat scroll 0% 50%; display: block; width: 241px; height: 108px; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; position: relative"><span style="display: none">I got a SEO Master scoring at SEOMoz&#8217; SEO Expert quiz - </span><span style="position: absolute; top: 3px; right: 3px; color: #ffffff; font-size: 18px; font-family: Georgia,serif; letter-spacing: -0.05em">90%</span></a></p>
<p>&#8230;ma sono ugualmente molto soddisfatto del risultato, e in più ho imparato un paio di cose che non sapevo ancora <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se volete sottoporvi anche voi al quiz, è sufficiente cliccare il bannerino qui sopra. Ci vogliono circa <strong>20-25 minuti</strong>, e ovviamente se si sbaglia si può imparare dalle correzioni alle domande stesse, che sono ben commentate alla fine.</p>
<p>Allora, c&#8217;è qualche Dark Lord tra voi? <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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</div><img src="http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~4/382459789" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un esempio di link building creativo</title>
		<link>http://feeds.mauriziopetrone.com/~r/Petro/~3/382459790/</link>
		<comments>http://www.mauriziopetrone.com/blog/un-esempio-di-link-building-creativo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2007 22:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[blog]]></category>

		<category><![CDATA[fantasia]]></category>

		<category><![CDATA[link building]]></category>

		<category><![CDATA[spam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/sem/un-esempio-di-link-building-creativo/</guid>
		<description><![CDATA[Una case history interessante e divertente di una tecnica di link building molto spam.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I cacciatori di link più astuti, si sa, non mancano certo di fantasia.</p>
<p>Un tale Riccardo però li batte tutti: leggete (<em>in italiano, appena più in basso</em>) il commento che ha inviato su uno dei miei blog :</p>
<blockquote><p>hello , my name is Richard and I know  you get a lot of spammy comments ,<br />
I can help you with this problem . I know a lot of spammers and I will ask them not to post on your site. It will reduce the volume of spam by 30-50% .In return Id like to ask you to put a link to my site on the index page of your site. The link will be small and your visitors will hardly notice it , its just done for higher rankings in search engines. Contact me icq 454****** or write me ted********(at)yahoo.com , i will give you my site url and you will give me yours  if you are interested. thank you</p></blockquote>
<blockquote><p>Ciao,<br />
Mi chiamo Riccardo, e so che sul tuo blog tu ricevi un sacco di commenti spam. Io posso aiutarti a risolvere questo problema: <strong>conosco molti spammer, e chiederò loro di non inviare più spam al tuo sito</strong>. Il volume dello spam che ricevi diminuirà del 30-50%.<br />
<strong> In cambio ti chiederei di inserire un link al mio sito</strong> sulla home page del tuo. Anche un link piccolino, semi-nascosto ai tuoi visitatori: (a me) servirebbe solo per salire di posizione nei motori di ricerca. Puoi contattami a&#8230;.</p></blockquote>
<p>Ammetto che dopo averlo letto, mi ci è voluto un po&#8217; per smettere di ridere <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Poi però, ho riflettuto su alcune considerazioni:</p>
<ul>
<li> Nonostane <a href="http://www.google.com/search?q=%22I+know+a+lot+of+spammers+and+I+will+ask+them+not+to+post+on+your+site&amp;num=100&amp;filter=0" rel="nofollow">il messaggio sia inviato automaticamente e indiscriminatamente</a>, a prima vista <strong>non sembra proprio spam</strong>. Askimet non l&#8217;ha filtrato, e <strong>a me è venuto da leggerlo</strong>.<br />
Direi che è già un buon risultato per un commento spam.</li>
<li>Il messaggio è <strong>ben costruito sul piano comunicativo</strong>: il mittente si presenta, descrive un problema che presumibilmente chi legge sente proprio, propone una soluzione facile e veloce, e infine comunica il suo &#8220;prezzo&#8221;: un link, che al 99% dei blogger non costa nulla. Ovviamente, <em>non dimentica di ringraziare</em>.</li>
</ul>
<p>A mio parere, <strong>se uno decide di fare link building spammando</strong> in quantità industriali, puntare su un approccio del genere può rivelarsi <strong>più efficace del solito commento fatto di liste di link</strong>.</p>
<p>Inoltre, un metodo del genere si adatta anche a un cliente che ha <strong>un&#8217;immagine da difendere</strong> e non vuole ritrovarsi <strong>accusato di fare spam per ottenere link</strong>. Infatti questo approccio permette di lasciare &#8220;sotto il tappeto&#8221; le tracce dello spam, dal momento che nel commento l&#8217;indirizzo del sito non è visibile: qualora poi il blogger decidesse di accettare questa <em>vantaggiosissima</em> offerta, il backlink non sarebbe facilmente riconducibile al suo reale principio.</p>
<p>Lo ammetto: l&#8217;impulso di fare spam di massa in questo modo un po&#8217; mi tenta, affascinato come sono da questo approccio che mi ha fatto sia ridere che pensare&#8230; ma ditemi: ci sono svantaggi o controindicazioni da tener presente, che non ho considerato?</p>
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		<item>
		<title>SeoTribù è il mio nuovo social network preferito</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 22:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Petro</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mauriziopetrone.com/blog/web/seotribu-e-il-mio-nuovo-social-network-preferito/</guid>
		<description><![CDATA[Presentazione di SeoTribu, social network dedicato ai SEO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno dalle ferie (brevi), e scopro quasi per caso una novità per me entusiasmante: si tratta di una nuova community italiana per SEO e SEM, che si chiama <a href="http://www.seotribu.com/">SeoTribù</a>.</p>
<p>SeoTribù è un sito in stile <a href="http://www.mauriziopetrone.com/blog/tag/digg/" title="link ai post taggati con Digg su questo blog">digg</a> -o, se preferite, in stile OkNotizie dal momento che SeoTribù parla italiano- dedicato alle notizie e alle risorse per gli addetti ai lavori nel campo del <strong>Search Marketing</strong>, come l&#8217;analogo inglese <a href="http://sphinn.com/">Sphinn</a> firmato <a href="http://searchengineland.com/" title="Search Engine Land">Danny Sullivan</a> (<em>però il nome SeoTribu è molto più bello!</em>)</p>
<p>Il progetto è opera di <a href="http://www.progetto-seo.com/news/ho-pubblicato-seo-tribu-e-non-chiamatemi-copione">Fabio Dell&#8217;Orto</a>, e state sicuri che avrei voluto aprirlo io un sito così!<br />
Ma va bene lo stesso; non sono invidioso, anzi: ritengo incoraggiante il fatto che in Italia ci si muova in questa direzione.</p>
<p>Un sito di questo tipo è utile e secondo me va seguito per diversi motivi:</p>
<ul>
<li>Permette di scoprire nuove risorse ed articoli da fonti magari ancora sconosciute</li>
<li>Difficilmente lascia scappare una notizia dell&#8217;ultimo minuto davvero importante</li>
<li>Facilita l&#8217;aggregazione comunitaria attraverso la democrazia dei voti, ed i commenti</li>
<li>Agevola la circolazione delle notizie dei siti di settore nostrani, e crea backlinks <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Ok, l&#8217;ultimo punto forse sa un po&#8217; di autoreferenzialità, ma tra gli scopi dei social networks non v&#8217;è forse <em>anche</em> quello di rinforzare le relazioni tra i contenuti generati da una comunità omogenea? Io credo di sì.</p>
<p>Al di là delle peculiarità comuni a diversi social networks, tuttavia, mi preme sottolineare alcuni <strong>aspetti positivi di SeoTribu</strong>.</p>
<ol>
<li>La <strong>qualità delle notizie</strong> inviate mi sembra complessivamente buona, e pure assai varia. Forse è troppo sbilanciato verso il SEO più tecnico a discapito del SEM puro e del keyword advertising, ma questo dipende solo dal fatto che sono ancora pochi gli utenti che propongono le notizie <strike><em>(e dal fatto che Fabio invia segnalazioni come un treno, ma va benissimo così)</em></strike>.</li>
<li>Nell&#8217;<a href="http://www.seotribu.com/topusers">elenco degli <strong>utenti</strong></a> già si leggono diversi nomi <strong>noti e autorevoli</strong>. Per ora mancano ancora diverse firme importanti (non faccio nomi per rispetto, ma voi <em>sapete chi siete</em>), spero sia solo una questione di tempo <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </li>
</ol>
<p>Se una <strong>critica</strong> c&#8217;è da muovere a questo giovane progetto, riguarda la <strong>veste grafica</strong>: insomma, parliamo di SEM ed usiamo un <a href="http://www.pligg.com/demo/" title="Il template predefinito di Pligg nella demo">anonimo template</a> standard? <a href="http://www.980km.com/wordpress/i-template-croce-e-delizia-dei-blog.html">Nel SEM la grafica è importante, Johnnie docet</a>! Fabio non prendertela, consideralo un incoraggiamento a trovare il tempo -o un collaboratore- per sviluppare un template originale e un buon logo.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong>: <em>già che ci sono, segnalo due bug:</em></p>
<ol>
<li><em>non va la messaggistica istantanea (quando clicco sull&#8217;icona per mandare un messaggio a qualcuno della lista amici, non succede nulla - ho provato con FF2 e IE6),</em></li>
<li><em>il profilo degli utenti che hanno un punto nell&#8217;username non funziona: vedi <a href="http://www.seotribu.com/user/view/profile/marco.ziero" rel="nofollow">marco.ziero</a> </em></li>
</ol>
<p><em>Magari si può fare qualcosa, tipo segnalarlo al team di sviluppo di Pligg o vedere se se ne parla nel forum di supporto?<br />
</em><br />
In attesa del restyling, comunque, ho aggiunto il <strong>bottone per segnalare le notizie a SeoTribu</strong> sia sul <a href="http://www.mauriziopetrone.com/socialtool/">Social Tool</a> che in calce ai miei post su questo blog <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.s. potevo forse esimermi dal postare il <a href="http://www.seotribu.com/user/view/profile/petro">link al mio profilo su SeoTribu</a>? <img src='http://www.mauriziopetrone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' cla